Rapporto su pazienti non Covid, attesa di vita scende

2.118.973 di screening oncologici in meno, aumento del 40% di rinuncia alle cure nel 2020 e l’ultima Relazione sullo stato sanitario del Paese è ferma al 2013. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dall’Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19 lanciato con il terzo Rapporto di Salutequità, organizzazione indipendente per la valutazione della qualità delle politiche per la salute, dedicato alla “Trasparenza e accesso ai dati sullo stato dell’assistenza ai pazienti NON Covid-19”.

Il rapporto ha preso in considerazione l’effetto Covid: la Lombardia ha perso 2,4 anni di vita, il 10% di un’intera generazione. Ma la lancetta dell’attesa di vita con la pandemia è andata indietro in media di un anno e le differenze nelle Regioni sono evidenti, con la prima fase del Covid che ha abbassato l’asticella soprattutto in quelle del Nord. Secondo il rapporto, in generale, si sono persi in media circa 9 mesi di vita.

Nel 2020 il 10% dei cittadini ha rinunciato alle cure, circa la metà a causa del Covid-19, contro il 6,3% del 2019. Il fenomeno raddoppia rispetto al 2019, sempre a causa del Covid, in Piemonte (48,5%), Liguria (57,7%), Lombardia (58,6%) e Emilia-Romagna (52,2%). Le donne hanno rinunciato maggiormente alle cure.

Se va male per chi contrae l’infezione da Sars-Cov2, va malissimo per chi era già affetto da altre patologie o, peggio, per chi avrebbe potuto evitarle grazie agli screening oncologici: nel periodo gennaio-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 sono stati svolti 2.118.973 in meno di screening cervicale, mammografico e colonrettale (-48,3%).

La contrazione dell’accesso alle cure ha influito anche sull’accesso alle terapie innovative. Nel periodo gennaio-settembre 2020 continua l’importante riduzione della spesa dei farmaci innovativi non oncologici: -122,4 milioni di euro rispetto al 2019.

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