Più a rischio Covid chi consuma alcol

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e L’Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.) dedicano il mese di Aprile alla Prevenzione Alcologica.       

Il consumo di Alcol in era Covid-19 rappresenta un’emergenza sanitaria: l’aumento dei consumi è preoccupante.  L’incremento delle vendite di alcolici online è del 425%, il 63% degli italiani ha aumentato il consumo di alcolici. Tra le persone che hanno una patologia alcol-correlata si evidenzia un significativo incremento del rischio della ricaduta e lo stato di sofferenza delle famiglie aumenta.

In queste circostanze critiche, è essenziale che tutti siano informati su altri rischi e pericoli per la salute al fine di mantenere uno stato di buona salute.

Il punto più importante da ricordare è che il consumo di alcol non protegge in alcun modo dal COVID-19 o impedisce di esserne infettato. Al contrario: chi fa un consumo dannoso di alcol è ad aumentato rischio di infezione. È noto infatti che tra consumo di alcol e infezioni virali esiste una correlazione dose-dipendente. Il consumo dannoso di alcol colpisce tutte le componenti del sistema immunitario. L’alcol causa una riduzione del numero e delle funzioni dei linfociti B ed una maggiore produzione di immunoglobuline, altera l’equilibrio tra i diversi linfociti T, compromette il numero di linfociti T e il loro funzionamento, promuove la morte cellulare. L’alcol è un potenziale fattore di rischio per la polmonite, anche attraverso altri meccanismi: riduce il tono oro-faringeo aumentando il rischio di aspirazione microbica e modifica la funzione dei macrofagi alveolari; inoltre è spesso causa di malnutrizione, una condizione che aumenta il rischio di infezioni. Da segnalare infine che, l’aumentato rischio di infezioni ,oltre agli effetti dell’alcol sul sistema immunitario, può anche essere associato alla presenza di una malattia epatica alcol-correlata (per approfondire leggi “Alcohol consumption in the Covid-19 Era”).

Il test di autovalutazione e l’assistenza

Nel tempo della pandemia , l’attività clinica presso il Servizio di Alcologia, Ser.D, ASL Pescara, non è stata mai sospesa. Ne dà comunicazione la stessa Asl sottolineando che “la persona che presenta problematiche alcol-correlate è frequentemente sottoposta a rischio di ricaduta con peggioramento delle condizioni psicofisiche, quindi necessita di monitoraggio clinico e sostegno psicologico. I Gruppi di auto-mutuo aiuto, anche in modalità online, sono un importante riferimento per le persone con problematiche alcol-correlate e per le loro famiglie.  Nel territorio pescarese sono presenti sia gli A.A. (Alcolisti Anonimi) sia i gruppi familiari Al-Anon ed il C.A.T. (Club Alcologici Territoriali)”.

La Asl informa che nella pagina web del Servizio di Alcologia, https://www.ausl.pe.it/DettaglioStruttura.jsp?id=25, oltre ad altre informazioni, si trova un test di autovalutazione (A.U.D.I.T. – Alchol Use Disorder Test), strumento efficace con elevata specificità e sensibilità ampiamente validato, che consente di identificare precocemente un consumo dannoso di alcol. 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*