Brasile, ex presidente Temer: ‘Impeachment contro Rousseff fu un golpe’

L’ex presidente del Brasile Michel Temer ha definito “un golpe” la destituzione del suo predecessore, Dilma Rousseff (di cui era vicepresidente, i due nella foto d’apertura), smentendo tuttavia di avervi avuto un ruolo.
“Non ho mai sostenuto il golpe, non ho mai fatto nulla perché accadesse”, ha ribadito Temer (che a gennaio scorso è stato sostituito da Jair Bolsonaro) in un’intervista concessa al programma “Roda viva” (nel video a destra) del canale tv culturale della Fondazione Padre Anchieta. Temer, 78 anni, esponente del centrodestra moderato, aveva ricoperto la carica di vicepresidente sotto la Rousseff dal 2011 al 2016, per poi prenderne il posto dopo l’impeachment. La Rousseff, del partito di sinistra Pt, era stata eletta dopo i due mandati del compagno di partito Luis Inacio Lula da Silva.

http://www.youtube.com/embed/OGDCN8ikj8U”L’ex presidente Lula mi aveva telefonato perché convincessi il mio partito, il Pmdb, a votare contro la destituzione, e ci ho provato: ma in quel momento la pressione popolare era troppo forte e i partiti si erano già abituati all’idea dell’impeachment; ma non sono mai stato favorevole al golpe”, ha rivelato Temer, che durante tutto il suo mandato alla guida del più grande Paese latinoamericano – in cui la sua popolarità è andata in costante calo – è stato accusato dalla sinistra di “golpismo”. Oggetto di numerose accuse di corruzione, dopo aver abbandonato la carica, Temer è finito in detenzione preventiva per due volte, prima di essere rilasciato.

Temer votò l’impeachement contro la Rousseff per prenderne il posto quale vicepresidente e sperare di contrastare l’impopolarità che colpiva l’allora governo di centro-sinistra con uno di centro-destra, fino alle nuove elezioni dello scorso anno. Ma anche lui e parte dei suoi ministri erano indagati per “Lava jato” (la “tangentopoli” brasiliana) e l’inchiesta ha travolto anche loro, trascinando il Brasile verso l’attuale governo di ultradestra. Solo la candidatura di Lula, nel frattempo in carcere anche lui per corruzione (nella foto a sinistra, mentre concede un’intervista da detenuto), avrebbe potuto contrastare Bolsonaro, stando ai sondaggi, che indovinarono la vittoria dell’attuale presidente brasiliano.

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