Desaparecidos argentini, Mogherini: "Pieno sostegno a ricerca verità"

Pieno sostegno alla battaglia delle "Abuelas de Plaza de Mayo": il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, lo ha assicurato oggi a Estela Carlotto (foto), presidente dell’associazione argentina delle "Nonne di piazza di maggio", che ha incontrato alla Farnesina insieme al sottosegretario Mario Giro.

“Vogliamo mantenere la grandissima vicinanza alla battaglia di verità e di giustizia che avete portato avanti in questi anni e che continuerete a combattere”, ha assicurato il ministro. Da parte sua, la Carlotto ha ringraziato il governo italiano per il contributo alle ricerche sulla sorte dei tanti desaparecidos (scomparsi), anche di origine italiana e di doppia cittadinanza, negli anni della dittatura militare tra il 1976 e il 1983. L’Italia ha già consegnato migliaia di documenti della Farnesina, per la maggior parte contenuti negli archivi delle rappresentanze diplomatico-consolari italiane in Argentina. “Intendo portare personalmente, in un viaggio a Buenos Aires che farò nei prossimi mesi, la restante parte dei fascicoli”, ha preannunciato la Mogherini. “L’Italia sosterrà la campagna di informazione sui desaperacidos promossa dal governo dell’Argentina e dalle nonne di plaza de Mayo. Dopo che si sono ritrovate le tracce di 120 bambini rapiti alle loro madri durante i tragici fatti della dittatura, ne mancano all’appello ancora 400. L’Argentina sostiene che alcuni possano essere anche in Italia”. Ha dichiarato Giro.

Ricordiamo la storia delle "Abuelas" che sin dalla dittatura del generale Jorge Videla lottano per sapere dei destini dei loro nipoti, parallelamente alle "Madri" (Madres) di plaza de Mayo che, invece, ogni settimana si radunano nella piazza della Capitale argentina per sapere tutta la verità sui figli desaparecidos, quasi tutti uccisi, contrariamente ai nipoti che, invece, sono stati sottratti alle loro madri arrestate e registrati come figli naturali di coppie del regime che non potevano avere figli. Questa la storia (dal sito ufficiale): Il 24 marzo 1976 le Forze armate rovesciarono il governo costituzionale dell'Argentina attraverso un colpo di stato. Da quel momento il regime militare che si autodefinì "Processo di riorganizzazione nazionale" portò avanti una politica basata sul terrore. La sparizione, forma predominante attraverso la quale venne esercitata la repressione politica, colpì 30mila persone di tutte le età e condizione sociale che furono sottomesse alla privazione della propria libertà e alla tortura, e tra loro centinaia di bambini sequestrati con i propri genitori o nati nei centri clandestini di detenzione dove vennero condotte le giovani in stato interessante. La quantità di sequestri di bambini e giovani in stato interessante, il funzionamento di centri di maternità clandestini (Campo de Mayo, Escuela de Mecanica de la Armada, Pozo de Banfield, etc.), l'esistenza di liste di famiglie di militari in "attesa" di una nascita all'interno di questi centri clandestini e le dichiarazioni degli stessi militari dimostrano l'esistenza di un piano predeterminato, non solo fondato sul sequestro di adulti, ma anche sull'appropriazione indebita di bambini. I bambini rubati come "bottino di guerra" furono registrati come figli legittimi dagli stessi membri delle forze repressive, abbandonati in qualche luogo, venduti o lasciati in istituti come creature senza nome. In questo modo li fecero sparire annullandone l'identità, privandoli della possibilità di vivere con le famiglie e di tutti i loro diritti e della loro libertà. L'associazione civile Nonne di piazza di Maggio è un'organizzazione non governativa che ha come obiettivo fondamentale quello di localizzare e restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e spariti a causa della repressione politica, creando le condizioni affinché non si ripeta mai più una così terribile violazione dei diritti dei bambini, esigendo allo stesso tempo una punizione per tutti i responsabili. "Niente e nessuno ci ha fermato nella ricerca dei figli dei nostri figli - scrivono le Nonne - Attività investigative si alternavano a visite quotidiane ai Tribunali dei minori, orfanotrofi e allo stesso tempo realizzavamo indagini specifiche sulle adozioni avvenute all'epoca. Ricevevamo anche, e continuiamo a ricevere, le denunce che il popolo argentino c'invia, forma di collaborazione nell'attività di localizzazione dei piccoli.  Questo è il risultato dell'attività di sensibilizzazione e presa di coscienza della comunità". Al fine di localizzare i bambini scomparsi le Nonne lavorano su quattro livelli: denunce e reclami alle autorità governative, nazionali e internazionali, richieste giudiziarie, richieste di collaborazione dirette al popolo in generale e indagini o ricerche personali. In questi anni di drammatica ricerca senza pause siamo riusciti a localizzare 80 bambini scomparsi. Per il proprio lavoro l'associazione si avvale di staff tecnici composti da professionisti in campo giuridico, medico, psicoloico e genetico. Ognuno dei bambini ha una causa aperta nella giustizia alla quale si aggiungono le denunce che via via si ricevono con il passare del tempo e che conformano elementi probatori che determinano la loro vera identità e quella dei responsabili del loro sequestro o del loro possesso illecito. Per assicurare in seguito la validità degli esami del sangue l'associazione ha implementato una banca dati genetici, creata con la una legge nazionale, dove sono presenti le mappe genetiche di tutte le famiglie che hanno bambini scomparsi. "Lavoriamo per i nostri bambini e per i bambini delle generazioni che verrano per preservare la loro identità, le loro radici e la loro storia, pilastri fondamentali dell'intera identità collettiva", si legge nel sito www.abuelas.org.ar.

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