Genitori separati in difficoltà, Comune Pescara assicura loro vitto e alloggio

Quante volte i media ci raccontano di genitori (quasi sempre padri) costretti a dormire in auto e a mangiare alla mensa dei poveri perché dopo la separazione sono costretti a lasciare la propria casa, anche se di proprietà, al genitore a cui è stata affidata la prole minore e a passare loro gran parte del proprio stipendio. Fra i comuni che hanno deciso di stanziare fondi per risolvere questo problema c'è anche il Comune di Pescara. Fece scalpore l'anno scorso il caso del comico Marco Della Noce che confessò in tv e giornali di essere stato costretto a vivere in macchina (nella foto d'aperturadopo la separazione, anche per via dei problemi lavorativi. 

La Giunta comunale pescarese ha approvato una delibera di sostegno al coniuge separato in situazione di difficoltà economica. L'esecutivo promuove con l'atto approvato di recente l'istituzione di un progetto di cohousing, al fine di dare un tetto a quanti, dovendo lasciare la casa comune, non possano fare riferimento alla rete parentale per avere alloggio e un servizio mensa, per sollevare i soggetti in difficoltà sia dalle spese alimentari, sia dalla preparazione dei pasti, in mancanza di una casa alternativa. Si tratta di sostegno temporaneo, finché perdura lo stato di difficoltà, finalizzato ad aiutare il coniuge separato anche a relazionarsi ai figli, secondo quanto disposto dal giudice. Entrambe le misure hanno copertura finanziaria e strutture di riferimento per diventare operative in tempi brevissimi hanno annunciato oggi l’assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino e il neo collega di Giunta Tonino Natarelli (i due nella foto a destra) che ha seguito l’iter del progetto come ex presidente della Commissione Politiche Sociali.

“Il progetto scaturisce da un’analisi sociale che ha evidenziato l’esistenza di questa particolare problematica fra genitori separati, che interessa principalmente i padri – ha detto Natarellima è applicabile anche alle madri che devono abbandonare il tetto coniugale, insomma al coniuge i cui figli sono affidati all’altro genitore e che deve pensare al mantenimento del figlio, ma si ritrova senza una casa e, se non benestante, deve fare i conti con situazione economica complessa. Le Politiche sociali si sono occupate di questa situazione, rappresentata anche nella nostra città, io ero presidente della Commissione quando abbiamo redatto un progetto che consiste nel dare una possibilità di alloggio temporaneo a chi si ritrova senza un tetto e di istituire un servizio mensa per i genitori in difficoltà, per i quali è difficile dal punto di vista economico e organizzativo soddisfare le proprie esigenze alimentare. Abbiamo individuato due locali comunali, uno in via Michele Ciafardini per gli alloggi, l’altro nella ex circoscrizione municipale di viale Giovanni Bovio dove verrà attivato il servizio mensa. Contiamo di lavorare anche con degli sponsor privati e faremo una manifestazione di interesse finalizzata ad attivare tali sinergie. Il servizio ha copertura finanziaria e la gestione avrà un costo in rapporto agli utenti della mensa, contiamo di partire almeno con 40mila euro”.

La Allegrino ha aggiunto: “Il progetto di co-housing è in favore di una nuova forma di marginalità sociale rappresentata dai coniugi separati in difficoltà economiche. La presenza prevalente è quella dei padri, come attestano i dati nazionali. Gli ultimi rilievi Istat riportano più di 91mila separazioni legali per lo più consensuali. I padri separati sarebbero circa quattro milioni, tra questi 800mila toccherebbero la soglia della povertà. Le madri separate, nel 72% dei casi vedono i figli tutti i giorni. I padri, che hanno lo stesso diritto, sono invece appena il 9,2% del totale. La mancanza di un alloggio li mette in difficoltà non solo psicologicamente, ma anche materialmente poiché non vi sono le condizioni per assolvere pienamente al proprio ruolo genitoriale. Sono numerose le situazioni, seguite dai nostri operatori dei servizi sociali, di papà separati che rischiano di restare senza un’abitazione, soprattutto se non possono contare su una rete parentale. Come amministrazione comunale, vogliamo portare avanti questa esperienza di co-housing affinché i padri possano compiere un primo passo per ristabilirsi dal punto di vista economico, ma anche affettivo ed emotivo. Le persone interessate a questo progetto simile saranno almeno un centinaio. Il poter usufruire di pasti gratuitamente, inoltre, consentirebbe ai padri di ridurre i costi da sostenere e contare su maggiori risorse economiche".

 

 

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