'Non mandare a puttane la tua famiglia', Montesilvano avvia campagna antilucciole

Famiglia, salute, dignità, vita. Sono questi i grandi valori che vengono messi a repentaglio da chi sceglie di alimentare il mercato della prostituzione, diventando di fatto complice dello sfruttamento delle donne, vittime del racket. E’ su questi temi che fa leva la campagna mediatica "Non mandare a puttane la tua famiglia" sviluppata dal Comune di Montesilvano (Pescara) e dalla locale Azienda speciale per i servizi sociali. e presentata sabato scorso a palazzo di città. Montesilvano, quarta città per abitanti dell'Abruzzo, è particolarmente colpita dal fenomeno delle "lucciole" che si sviluppa soprattutto sulla riviera ma anche negli appartamenti. Tocca ai comuni fare ordinanze per sanzionare il mercato del sesso per strada, in assenza di una riforma nazionale che la regolamenti e che si preannuncia da alcuni anni a questa parte. Perché il "mestiere più antico del mondo" in Italia non è un'attività illegale, lo è solo la sua induzione e sfruttamento, ma l'erario perde almeno quattro miliardi l'anno di mancato gettito fiscale dalle prostitute che, però se guadagnano tanto vengono poi multate dal fisco se acquistano automobili e case. La prostituzione è legale nella gran parte dei paesi europei, come Germania, Spagna, Olanda, Belgio o le confinanti Austria e Svizzera, dove il turismo sessuale italiano è quotidiano. In Svezia, invece, è proibito anche prostituirsi. Il tema è tornao d'attualità in questi giorni, dopo che il ministro dell'Interno e lrader leghista Matteo Salvini ha rilanciato il progetto caro alla Lega di "riaprire le case chiuse".

"Lo sfruttamento della prostituzione -  ha detto sabato il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno (secondo da sinistra nella foto d'apertura) -  è una piaga della nostra società da sempre. Questa amministrazione ha messo in atto numerose iniziative per contrastare un fenomeno degradante per la città, ma soprattutto per le ragazze stesse che non riescono a liberarsi dalle catene di questa terribile schiavitù, a cominciare dalle ordinanze annuali e dalle convenzioni con la Comunità Papa Giovanni XXIII che opera sul territorio per aiutare le ragazze ad allontanarsi dalla strada che dal 2015 è riuscita a salvare 11 ragazze, oltre che il protocollo con l’Associazione nazionale amministratori condomini e immobili (Anaci) per promuovere misure di contrasto dell’esercizio della prostituzione all’interno del condominio di residenza. Ora spingiamo il piede sull’accelleratore con un articolato progetto che mira a colpire questo fenomeno da ogni lato, culminando con una campagna mediatica sviluppata per scuotere le coscienze".

Il progetto prevede: istituzione del Nucleo anti prostituzione (Nap), un gruppo composto da quattro operatori della Polizia municipale, coordinati dal tenente Nino Carletti (primo da sinistra nella foto d'apertura)dedicato all’attività di controllo del territorio finalizzata al contrasto dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione, nonché alla denuncia e al sanzionamento dei clienti che violano l’ordinanza sindacale. "Il nucleo si occuperà anche di azioni di contrasto al meretricio in appartamento - si legge nel progetto - un'altra declinazione, sempre più frequente, del fenomeno della prostituzione. Il Nap effettuerà ricerche sugli immobili destinati alla prostituzione. "Le informazioni acquisite verranno inoltrate alle forze di polizia affinché valutino l’opportunità di sottoporre a sequestro gli immobili, per il reato di favoreggiamento della prostituzione". Anche se sarà molto difficile (c'è copiosa giurisprudenza in merito) riuscire a sanzionare i proprietari degli immobili locati alle prostitute, proprio perché trattasi di attività non illegale, a meno che non si dimostri che il proprietario di casa è coinvolto nell'attività.

Il Comune avvierà il potenziamento del sistema di videosorveglianza con incremento del numero di telecamere sul territorio, allo scopo di verificare da remoto il rispetto dell’ordinanza 69/2018, sul contrasto allo sfruttamento della prostituzione. Ordinanza che verrà ricordata anche su apposite installazione di tabelloni luminosi completi delle indicazioni delle sanzioni pecuniarie e penali previste. Il Comune istituisce il numero telefonico 085.4481650, dedicato ai cittadini che vogliono segnalare episodi di sfruttamento della prostituzione su strada o in appartamento. Infine, si prevede la divulgazione di una campagna mediatica dai contenuti chiari e inequivocabili che si svilupperà attraverso: affissioni stradali nei comuni di Montesilvano e limitrofi; spot televisivi e radiofonici; pubblicità su testate cartacee; sponsorizzazione sui principali social network.

"L’istituzione del Nucleo anti prostituzione -  ha spiegato Carletti -  ci permetterà di potenziare ulteriormente l’attività di controllo, prevenzione e sanzionamento sul territorio, con l’obiettivo di scoraggiare i potenziali clienti, riducendo pertanto la domanda. Abbiamo infine attivato un numero telefonico a cui chiunque, anche in forma anonima, potrà rivolgersi per segnalare casi di prostituzione su strada o anche in appartamento. I dati che raccoglieremo verranno poi condivisi con le altre forze dell’ordine per un’azione sinergica".  

Il presidente dell’Azienda Speciale, Luca Cirone (primo da destra nella foto d'apertura) ha aggiunto che "il problema della prostituzione è molto forte e noi come Azienda sociale del territorio non potevamo tirarci indietro. Abbiamo pensato che oltre all’aspetto della prevenzione e della campagna mediatica, fosse necessario realizzare un polo per le famiglie, che sorgerà entro 15 giorni, dove verranno erogati diversi servizi, tra i quali uno sportello antiviolenza".

A prestare la voce negli spot radio televisivi è l'attrice montesilvanese Tiziana Di Tonno (nella foto qui a sinistra e, seconda da destra, nella foto d'apertura alla presentazione), che ha sottolineato: "Grazie al Comune che con questo progetto si occupa concretamente di un problema che purtroppo affligge la nostra città. In questa campagna mediatica rappresento la parte emozionale. Ho voluto lavorare sulla intenzione, cercando di mettere in campo la mia professionalità e soprattutto il mio sentire di questa problematica che riguarda valori come la famiglia, la salute, la dignità e la vita. Ovvero l’individuo". 

Maragno ha concluso spiegando che nella campagna "abbiamo puntato molto sui valori. Quando un uomo chiede prestazioni sessuali a una prostituta, mette a repentaglio la propria salute, rischiando di contrarre malattie sessualmente trasmissibili e contagiare anche altre persone. La dignità e quindi la reputazione propria e di chi gli sta intorno; la famiglia, intesa in senso ampio, una moglie, sicuramente, ma anche un figlio, un genitore e chiunque gli voglia bene. Infine la vita stessa e quindi la serenità personale e dei cari. Abbiamo volutamente scelto un messaggio forte e inequivocabile, con l’auspicio veramente di dare una scossa. A questo aspetto ne abbiamo abbinato un altro, ossia quello della legalità. I 'clienti', infatti, rischiano una sanzione di 450 euro, ma anche una denuncia penale".

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