Isee, ora serve a tutti: RdC, debiti col fisco, Bonus Bebé e utenze, morosità affitto e altro

Non solo per il nuovo Reddito di Cittadinanza o per il vecchio "Bonus Bebé": quest'anno l'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) sarà indispensabile alle famiglie per ottenere numerose agevolazioni in più previste dalle novità legislative. Come per esempio il “Saldo e stralcio” introdotto dalla Legge di bilancio per il 2019 (145/2018) che permette di saldare con un forte sconto imposte e contributi previdenziali non pagati e affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione (l'ex Equitalia) fra il 2000 e il 2017. All'istanza – che dovrà essere fatta entro il 30 aprile 2019 per un'unica soluzione o cinque rate di cui l'ultima in scadenza il 21 luglio 2021 – bisognerà, infatti, allegare un Isee non superiore a 20mila euro. Si pagherà il 16% della somme dovute (capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo) se l'Isee sarà fino a 8500 euro; 20% con Isee fra 8500,01 e 12500 euro e 35% da 12500,01 a 20mila. Nel caso l'Isee sia superiore a 20mila euro si può comunque chiedere il pagamento delle somme dovute con la “Rottamazione ter” per pagare quanto dovuto, al netto di sanzioni e interessi di mora, in 18 rate spalmate in cinque anni. Sono escluse in automatico le imposte locali come Imu e Tasi ma alcuni comuni hanno comunque deliberato per offrire ai contribuenti di sistemare i conti sospesi con gli enti municipali. Il Comune di Pescara, per esempio, ha deciso di concedere la possibilità di pagare a rate ogni tipo di imposta comunale superiore a 300 euro a chi ha un Isee non superiore a 24mila euro purché non si abbia in banca un saldo medio di 15mila euro. Il piano rateale andrà dai 12 mesi per importi non superiori a 1200 euro fino a fino a 72 rate per somme fino a 30mila euro (minimo 100 euro al mese).

Ogni comune stabilisce poi il limite Isee - che si può fare in qualsiasi Caf (Centro di assistenza fiscale) - per avere sconti sul pagamento delle mense scolastiche, scuolabus e acquisto libri scolastici, ma questo varia da ente a ente e bisogna vedere sui siti istituzionali i vari regolamenti. Qualsiasi richiesta di documentazione reddituale oltre l'Isee è illegale, come ha recentemente stabilito il Tribunale di Milano con la sentenza contro il Comune di Lodi che pretendeva che le famiglie straniere dovessero produrre documentazione reddituale e patrimoniale dei paesi esteri di provenienza. Stesso rischio potrebbe correrlo il Reddito di Cittadinanza che partirà ad aprile 2019 (e sostituirà il Reddito di Inclusione, per il quale ci voleva un Isee di massimo seumila euro) e per il quale, oltre all'Isee di 9360 euro si prevede un controverso reddito Irpef cumulativo familiare di massimo seimila euro per i single fino a 12600 euro per famiglie con figli. I giudici milanesi hanno ricordato per Lodi che l'unico strumento per valutare la ricchezza (o la povertà) familiare è, appunto, l'Isee e non altro: quindi chiedere anche il reddito Irpef del nucleo familiare si presterà sicuramente a ricorsi da parte dei tanti che verranno esclusi. Avere reddito familiare sopra i 12600 sarà facilissimo per chi ha un Isee sotto i 9360 euro.

Per quanto riguarda la tasse scolastiche della scuola superiore e universitarie, anche i relativi sconti o esenzioni sono soggetti ai limiti Isee stabiliti dal Ministero dell'Istruzione (Miur): l'esenzione è prevista per tutti gli studenti fino al terzo anno della scuola superiore, mentre per gli alunni del quarto e quinto anno la scuola gratuita è prevista solo per coloro che hanno un Isee fino a 15748,79 euro. Per l'università statale la “no tax area” (esenzione totale) è prevista con Isee fino a 13mila euro. Oltre e fino a 30mila euro si ha diritto a riduzioni che variano da 140 euro per l'iscrizione fino a 15mila di Isee per arrivare 1190 per l'Isee a 30mila euro. Vi sono poi le borse di studio ma bisogna vedere i vari bandi degli atenei sul sito del Miur.

L'Isee sotto gli 11600 euro sarà utile anche per chiedere alla banca o Poste di aprire o sostituire il conto corrente ordinario con uno gratuito, senza spese (“conto corrente base”), come previsto dal Decreto Mef 70 del 3 maggio 2018 che ha recepito la Direttiva europea 92/2014. I pensionati possono avere il “conto base” anche con una pensione lorda non superiore a 18mila euro l'anno. C'è da dire che il conto gratis e senza spese (nemmeno per prelievi al bancomat e bonifici) lo offrono tante banche attraverso carte ricaricabili con Iban che stanno riscuotendo un notevole successo (tipo Hype, N26 o Webank). Ma si tratta di conti senza libretto assegni legati con carte legate al circuito internazionale Mastercard.

Tornando alle agevolazioni previste già da alcuni anni con l'Isee, ricordiamo che sono le seguenti: bonus elettricità, gas e idrico, per il quale bisogna avere un Isee non superiore a 8107,50 euro, che sale fino a 20mila con più di tre figli a carico. Sono a carico i figli che hanno un reddito Irpef non superiore a quattromila euro l'anno, per gli under 24 anni, e 2840,51 per gli over 24. Per il figlio unico sotto i tre anni di età c'è il “Bonus bebè”, con un Isee sotto i 25mila euro, che dà diritto a un sostegno economico di 80 euro al mese che sale al doppio (160 euro mensili) con un Isee fino a settemila euro. Da quest'anno chi ha almeno due figli godrà di un “Bonus bebè” di 96 euro al mese fino a 25mila Isee e 192 fino a settemila euro Isee.

Un Isee non superiore a 26mila euro è infine richiesto a chi vuol accedere al Fondo nazionale per la morosità incolpevole - gestito dalle Regioni, le cui istanze vanno presentate ai comuni - per aiutare le famiglie morose a pagare gli affitti ed evitare gli sfratti. Bisogna, appunto, dimostrare di avere difficoltà lavorative (licenziamento) o problemi di salute.

Come vedete, l'Isee quest'anno servirà quasi a tutte le famiglie, non solo quelle che sono in difficoltà economica o che hanno figli neonati o che studiano, ma anche quelle che hanno debiti con la pubblica amministrazioone: un reddito Isee di 24mila euro è alto: significa che in quella famiglia con figli entrano uno e forse anche due stipendi, soprattutto se si paga l'affitto, che viene completamente abbattutto dal reddito Irpef. La domanda per il Reddito di Cittadinanza si potrà fare online (nell'immagine a destra il sito web appena attivato), via Caf o Poste dal prossimo 5 marzo. I Caf e i patronati sono nei principali sindacati e associazioni di categoria.

 

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