Genitori contro tribunali e servizi sociali. Oltre 1400 segnalazioni al Garante

 Sono oltre 1400 le segnalazioni di violazione o di rischio di violazione dei diritti dei minori pervenute presso gli uffici dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, sia agli uffici nazionali (193 segnalazioni) sia ai garanti regionali di 12 tra regioni e province autonome italiane. A tirare le somme la Terza relazione al Parlamento presentata oggi a Montecitorio dal Garante nazionale. All’ufficio nazionale, dal marzo 2012 al 31 dicembre 2013, sono giunte 238 segnalazioni, di cui 45 nel 2012 e le restanti lo scorso anno. Dalle segnalazioni raccolte sia dall’ufficio nazionale sia da quelli regionali di Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto, province autonome di Bolzano e Trento (dalla Calabria non sono arrivati dati) appare evidente come la maggior parte di esse provenga da genitori (37% delle segnalazioni totali), seguono quelle provenienti dai servizi socio-sanitari (21%), poi i cittadini (7%), minorenni (6%), parenti (5%) e scuola (4%). Per quanto riguarda le segnalazioni giunte all’ufficio nazionale, invece, mentre al primo posto ci sono sempre i genitori, i cittadini e i parenti sono rispettivamente al secondo e terzo posto. Riguardo le ragioni delle criticità, le segnalazioni al Garante nazionale e ai garanti regionali riguardano per il 54% soprattutto conflitti tra privati e servizi o istituzioni. Per le segnalazioni giunte soltanto al Garante nazionale, la percentuale sale al 64%. Segnalazioni che per il Garante “riflettono un malumore diffuso e un sentimento di sfiducia negli organismi e negli operatori dello Stato e degli enti locali competenti a intervenire, che investe i cittadini coinvolti soprattutto in problematiche di tipo familiare – spiega la Relazione - Vengono attaccate duramente le comunità, non comprese nella loro valenza educativa; contestati aspramente i provvedimenti dei Tribunali per i minorenni in ambito civile; svalutato, alcune volte sin quasi fino all’oltraggio, il lavoro degli operatori del servizio sociale”. Il 22,7% delle segnalazioni totali per il 2013, invece, riguarda le criticità tra privati. Dato che per le segnalazioni raccolte dall’ufficio nazionale arriva al 31,6%. “Sono emblematiche, in tal senso, le segnalazioni pervenute all’Autorità aventi ad oggetto “figli contesi” tra genitori a seguito della loro separazione che, unite a quelle relative ad altrettanti episodi di sottrazione internazionale di minorenne, costituiscono il 36% del totale delle segnalazioni pervenute all’ufficio nazionale nell’anno 2013. Offrono uno spaccato di rabbia e dolore ma anche un utile ventaglio di esempi concreti sui quali lavorare per promuovere, presso le istituzioni e gli enti di competenza, la ricerca di soluzioni ‘alla radice’ delle problematiche che vengono poste, che possono tradursi nella individuazione di lacune normative sulle quali sollecitare un intervento parlamentare o governativo, nella rilevazione di difformità di interpretazione e applicazione che richiedono miglioramenti e unificazione di procedure, nell’invito ad applicare le buone leggi che già ci sono e rimangono spesso ignorate e disattese”. Per il Garante, infine, sono “apprezzabili la sensibilità e il senso civico di genitori e parenti che si fanno parte attiva” segnalando violazioni che riguardano i media. Coinvolti “soprattutto programmi televisivi andati in onda sulle reti nazionali pubbliche e private che non appaiono adatti a un pubblico di persone di minore età o trailer ritenuti altrettanto inappropriati alla visione dei più piccoli, proposti nelle sale cinematografiche prima delle proiezioni di film per bambini”.

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