'Coltiviamoci', progetto onlus Allegrino dove giovani aiutano anziani e clochard

Creare un collegamento e uno scambio esperienziale tra generazioni diverse e categorie fragili per sensibilizzare i giovani all’importanza del volontariato e, al contempo, combattere la solitudine e l’emarginazione di cui sono vittima anziani e persone senza dimora.  E’ l’obiettivo del progetto “Coltiviamoci”, ideato e realizzato dalla onlus “Domenico Allegrino" di Pescara (capofila) in partnership con l’Associazione “Meridiani Paralleli” di Chieti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dalla Regione Abruzzo con i fondi destinati ad iniziative di rilevanza regionale, sostenute da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per la realizzazione di attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del Codice del Terzo settore (Dgr 201/2018) attuazione articolo 73 Dl 117/2017.
Il progetto è stato presentato stamane in Regione Abruzzo, da Antonella Allegrino, presidente della onlus intitolata al padre ex sindaco di Pescara, alla presenza dell'assessore regionale alle Politiche Sociali, Marinella Sclocco, di Giovanni Scarsi, presidente di Meridiani Paralleli e docente del Convitto nazionale "Gianbattista Vico" di Chieti, e dei responsabili degli enti che collaborano al progetto: Fernando Di Benigno, docente dell’Istituto professionale per l’Agricoltura e Sviluppo rurale (Ipsasr) di Cepagatti (Pescara), Luca Fortunato e Gianluca Cornacchia dell'Associazione "Papa Giovanni XXIII" e Maurizia Iezzi del Dipartimento di Salute mentale della Asl di Chieti-Lanciano-Vasto.

“E’ un progetto che coinvolge più generazioni e fasce delle popolazione e che intende diffondere una cultura del volontariato, dell’inclusione sociale e della longevità attiva – ha spiegato la Allegrino, che è anche assessore alle Politiche sociali del Comune di Pescara – Attraverso una serie di incontri, che si svolgeranno nelle scuole, negli ‘orti sociali’, (avviati dalla nostra associazione nel 2006 come prima esperienza nel Centro-Sud Italia) e in laboratori teatrali, pianteremo semi di solidarietà e promuoveremo attività di socializzazione, aiuto reciproco, scambio di esperienze e conoscenze. Per i giovani sarà un modo per mettersi al servizio degli altri, comprendere l’importanza e il valore del volontariato, ascoltare le esperienze degli anziani. Questi ultimi, a loro volta, avranno la possibilità di partecipare ad attività che favoriscono una longevità attiva grazie agli ‘orti sociali’ e di sostenere i senza dimora nell’apprendimento di tecniche di coltivazione utili per un eventuale inserimento lavorativo. Le diverse esperienze confluiranno in laboratori che si concluderanno con uno spettacolo di teatro sociale. E’ un progetto complesso, che avviamo con entusiasmo e con il sostegno di altri enti per dare il nostro contributo alla crescita di una comunità fondata sui valori della solidarietà, della partecipazione e dell’inclusione sociale”.

La Sclocco (intervistata nel video a destra) ha aggiunto che “con gli 800mila euro di fondi messi a disposizione dal Ministero, dopo l'approvazione in Abruzzo della riforma del Terzo settore, varata lo scorso anno, abbiamo finanziato 11 progetti, privilegiando quelli che puntavano all'incontro tra generazioni. 'Coltiviamoci' è uno di questi e centra in pieno gli obiettivi che come amministrazione regionale ci eravamo dati: favorire l'invecchiamento attivo (per il quale esiste una specifica norma regionale) e combattere il pregiudizio”.

La Scarsi ha detto che “In questo progetto c’è un elemento fondamentale: il coinvolgimento delle scuole e degli studenti. Di frequente si parla loro di legalità, di principi solidi attraverso una serie di materie. Ma troppo spesso non vengono inseriti in quello che è l’ambito della società che vivono giornalmente: questo è il compito che una scuola può avere collaborando con le associazioni, con la Regione, con il Dipartimento di salute mentale nella lotta al pregiudizio e per il superamento delle barriere. Anche attraverso il teatro, i ragazzi possono confrontarsi con diverse realtà ed espressioni di disagio che, in questo modo,  trovano un punto di incontro”.  

Per Di Benigno un progetto da accogliere "con grande entusiasmo perché porterà a un arricchimento culturale e a una crescita dei nostri studenti, che hanno una visione un po’ filtrata della realtà. Potranno unire la loro formazione  al mondo del volontariato e della cooperazione, che può essere il loro futuro. E’ significativo anche l’approccio con gli anziani: sono stato avviato al mondo dell’agricoltura da mio nonno, che ha fatto nascere in me questa passione”.

Fortunato di nome si è detto tale anche di fatto “per essere vicini ai senza dimora con le nostre unità di strada  che escono tutti i lunedì a Pescara. Attraverso un panino  o una coperta, li avviciniamo per proporre percorsi di uscita dall’emarginazione. Ci occupiamo anche di giovani. La bellezza di questo progetto è che favorisce un incontro fra generazioni:  tra gli anziani che soffrono spesso la solitudine, i senza dimora che vengono definiti gli invisibili e i giovani, accusati di non avere iniziativa.  Nell’incontro tra queste persone c’è una grande bellezza”.

Infine la Iezzi che si è detta "felice di poter prendere parte a questo progetto che rientra nel percorso intrapreso dal nostro Dipartimento per sensibilizzare i giovani nei confronti malattia mentale. Bisogna lottare  contro lo stigma e la discriminazione: sono elementi che vanno ad aggravare le condizioni cliniche delle persone che soffrono un disagio mentale”.

 

COLTIVIAMOCI: LE AZIONI (territori di Chieti, Pescara e Cepagatti)

CORSI DI VOLONTARIATO

L’azione di sensibilizzazione alla cultura del volontariato, della legalità, della corresponsabilità e del sociale viene attuata con gli studenti dell’Ispsars di Cepagatti e quelli del Convitto Vico - Liceo classico di Chieti.

ORTI SOCIALI

Vengono creati degli ‘orti sociali’ (nella foto a sinistra uno di quelli della onlus Allegrino a Pescara Fontanelle) , luogo e motivo di incontro e collaborazione generazionale: gli studenti dell’Ispsars trasmettono innovative tecniche di coltivazione agli anziani e questi, a loro volta, mettono a disposizione dei giovani la propria esperienza. Successivamente, gli anziani continuano a operare sugli orti insieme a un gruppo di persone senza dimora. È questa la fase in cui la coltivazione effettiva di orti sociali dà vita ad una coltivazione del cuore capace di piantare e far germogliare semi di solidarietà, aiuto reciproco, uscita dalla marginalità. A tale scopo intervengono anche gli studenti e docenti dell’Ispsars che trasmettono alle persone senza dimora conoscenze specifiche sulle tecniche di potatura degli ulivi e delle viti, così da permettere loro di acquisire competenze teorico-pratiche utili per l’inserimento lavorativo.

TEATRO DI COMUNITA'

Nel frattempo gli studenti del Vico raccolgono le opinioni di persone senza dimora, che raccontano ai ragazzi le proprie storie. Attraverso un laboratorio teatrale impostato sulla pratica del Teatro sociale e di comunità, questi incontri di ascolto, socializzazione e crescita personale si trasformano nella magia di uno spettacolo teatrale, occasione ricca e vitale per conoscersi profondamente ed esprimere se stessi, generare opportunità di integrazione sociale e trasmettere un coinvolgente messaggio a tutta la comunità.

RISULTATI

I lavori del progetto e i risultati raggiunti saranno presentati in un convegno finale al quale parteciperanno tutti i rappresentanti della rete di partner e collaboratori, le istituzioni regionali e locali, le scuole e, soprattutto, i beneficiari coinvolti. In occasione della manifestazione, verrà proiettato il docufilm, realizzato da Stefano D’Ettorre con riprese effettuate durante ogni fase del progetto: testimonianza duratura nel tempo dell’incontro appassionante e vitale di tante storie umane che insieme riescono a coltivare il terreno della solidarietà.

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