Violenza su donne, Legnini (Csm): 'Cancro che dobbiamo contrastare noi maschi'

In arrivo Linee guida del Consiglio superiore della magistratura (Csm) per dare agli uffici giudiziari le soluzioni organizzative in materia di protezione delle donne di fronte agli atti violenti. Lo ha annunciato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, aprendo i lavori della due giorni in sede sulla "Violenza di genere" a Roma. "L'analisi e lo sviluppo della protezione delle donne di fronte agli atti violenti, verrà svolta dal Csm cercando d'individuare le soluzioni organizzative del lavoro degli uffici giudiziari in ciascuna delle seguenti quattro fasi: preventiva, cautelare, processuale e successiva alla sentenza - ha detto Legnini sottolineando che - in ciascuno di questi quattro ambiti verrà certamente alla luce che molte delle possibilità di difesa sociale contro la piaga della violenza familiare e verso le donne, sono legate alla capacità di sostenere i centri anti-violenza e le case rifugio. Presto la Commissione settima definirà le linee guida rivolte agli uffici giudiziari italiani, avvalendosi delle elaborazioni sin qui prodotte e dei risultati di questi due giorni di confronto".

Legnini (nella foto a destra è col magistrato Filomena Albano, garante per l'infanzia e l'adolescenza) ha poi rivelato che "gli esiti dell'istruttoria informativa negli Uffici giudiziari hanno confermato come ci sia ampia disparità di scelte e di soluzioni; a volte una scarsa permeabilità alla nuova cultura giudiziaria del diritto penale della persona offesa". Dal monitoraggio emerge che il 31% degli uffici di Procura della Repubblica e l'11% dei tribunali hanno sezioni o collegi specializzati nella materia di violenza domestica e/o contro le donne. In alcuni casi "sono state registrate situazioni nelle quali vi è poca o nessuna traccia del problema nell'organizzazione degli uffici di procura e nel tabellare del giudicante, o al suo esatto opposto: quelle di uffici che hanno provveduto a curare la predisposizione misure organizzative e di sistemi integrati di allerta sulle situazioni che rischiano di sfociare in reati di genere", ha spiegato il vice del Csm, organismo presieduto dal Presidente della Repubblica (nella foto, l'attuale, Sergio Mattarella, è a sinistra con Legnini). 

"La nostra coscienza, soprattutto quella di noi appartenenti al genere maschile, deve animarci costantemente nella vita quotidiana e nell'esercizio delle nostre funzioni per fare tutto ciò che è possibile e necessario per contrastare questo cancro che corrode la nostra vita collettiva, le nostre relazioni personali e sociali, il senso di umanità e di giustizia".

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