Londra, omaggio a 'Suffragettes': 100 anni fa in lotta per voto a donne

Sadiq Khan, sindaco musulmano di Londra (Gran Bretagna), ha inaugurato ieri a Trafalgar Square (nella foto sotto a destra) un'opera temporanea rappresentante una dozzina di Suffragettes, donne coraggiose che hanno lottato per ottenere il diritto di voto nel Regno Unito. L'occasione è il centenario della "Legge del 1918 sulla rappresentanza popolare", che ha permesso per la prima volta alle donne con più di 30 anni di essere iscritte ai registri elettorali.
"Trafalgar Squadre, e noi siamo qui oggi, è conosciuta da secoli come un luogo di ritrovo della gente, si riunisce per protestare, per far sentire la loro voce, le Suffragettes venivano qui, facevano discorsi, facevano campagne e si ritrovavano per cercare di attirare l'attenzione sulle loro cause. Sono fiero di avere dietro a me alcune delle più celebri Suffragettes che si sono battute affinché le donne potessero votare, cent'anni fa".
Era il 6 febbraio 1918 quando il Parlamento britannico adottò la legge che permise a otto milioni di donne oltre i 30 anni di votare. Si dovettero attendere ancora dieci anni affinché il voto fosse concesso a chi aveva più di 21 anni.

Anche la premier britannica Theresa May ha rende omaggio alle Suffragettes a Manchester, dove nacque il movimento delle donne che lottarono un secolo fa per il voto. In questa occasione dovrebbe annunciare un piano per lottare contro intimidazioni e insulti online che "prendono di mira in modo sproporzionato i candidati politici donne, di colore, espressione delle minoranze etniche o della comunità Lgt". La May afferma: "Mentre ricordiamo le eroiche militanti del passato, che si sono battute per includere la voce di tutti i cittadini nel nostro dibattito pubblico, dovremmo riflettere sui valori e sui principi che guidano la nostra condotta nel dibattito attuale".

Le Suffragettes (deriva da suffragio) diffusero le proprie idee attraverso comizi, scritte sui muri o cartelli con slogan come "Votes for women" . Spesso queste manifestazioni venivano soffocate con la violenza da parte delle forze dell'ordine e con l'arresto di molte militanti femministe (come nella foto a sinistra) che arrivarono ad attuare anche azioni dimostrative forti per quei tempi: incatenandosi a ringhiere, incendiando le cassette postali, rompendo finestre e così via. Una suffragetta, Emily Davison, arrivò persino a invadere la pista al Derby dei cavalli di Epsom del 1913 e morì sotto gli zoccoli del cavallo di re Giorgio V verso cui si scagliò (nel video sotto). Molte altre attivista vennero incarcerate e iniziarono lo sciopero della fame emulando Marion Dunlop, la prima suffragetta ad attuare tale forma di protesta. In vari casi vennero sottoposte ad alimentazione forzata.


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