Social card, test fallito pure a Firenze, dove Renzi è ancora sindaco

La nuova Social card sperimentale fallisce anche a Firenze, dopo i flop registrati a Milano, Venezia o Napoli. Soltanto 66 delle 518 domande presentate nel capoluogo toscano sono state accolte dall'Inps.

Il Comune si dichiara profondamente amareggiato poiché i soldi a disposizione non potranno essere spesi tutti a causa dello scarso numero di domande accolte. L’80% delle domande sono state presentate da famiglie già in carico ai servizi sociali comunali. La stragrande maggioranza delle persone ha fatto richiesta per motivi legati alla disoccupazione. L’Inps, incaricato di vagliare l’ammissibilità delle domande, ne ha bocciate 452, praticamente tutte “E’ assurdo – commentano dagli uffici comunali che si occupano di politiche sociali – in città aumentano le famiglie bisognose, complice la crisi economica, eppure rimangono pochissime le social card che possiamo assegnare”. Qualcosa, dunque, non ha funzionato. Da Palazzo Vecchio se la prendono anche con i lunghi tempi per l’assegnazione. Periodo delicato per il Comune, in questi giorni occupato anche nella procedura di decadenza dalla carica di sindaco per Matteo Renzi, che non si è dimesso una volta premier, che prevede una terza e ultima delibera consiliare il 31 marzo. Fino alle prossime elezioni in primavera, sarà il vicesindaco Dario Nardella (foto) a guidare la città. A proposito delle social card, scrive Nardella su Facebook: “La carta acquisti lanciata nel 2012 dal Governo per sostenere le famiglie in difficoltà ancora non ha portato neppure un euro di beneficio ai cittadini. Firenze è tra le poche città a sperimentarla, ma tra approvazioni governative, conversioni, istruttorie e affidamento all’Inps, il Comune ha potuto lanciare il bando solo a giugno 2013, dopo oltre un anno. Abbiamo trasmesso le richieste all’Inps e sono passati altri sei mesi”.

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