Venezuela, convegno a Pescara. Allegrino: "Donne coraggiose, meravigliose"

Sala "Francesco Paolo Tosti" dell'Aurum di Pescara "sold out" (come si usa dire ora) per il convegno "La donna come risorsa nella grave crisi del Venezuela" , organizzato sabato scorso da alcune associazioni che si preoccupano della comunità venezuelana in Italia afflitta dalla grave situazione che sta passando il Paese sudamericano. Un incontro - moderato da Tiziana Di Bartolomeo di Alma Criolla (nella foto qui sotto a destra, sorride al fotografo, con la platea sullo sfondo, e in quella dopo ascolta un intervento) - al quale abbiamo dato il nostro contributo, prima con l'intervento del nostro editore Antonella Allegrino, intervenuta in qualità di assessore comunale alle Pari opportunità, Politiche sociali e Immigrazione; poi con quello del nostro direttore Pierluigi Spiezia, invitato a parlare della repressione dei giornalisti in quanto capo di una testata che si occupa come poche in Italia del Venezuela.

La Allegrino (al centro, mentre parla, nella foto d'apertura) ha dimostrato "Vicinanza a voi anche come editore; non abbiamo mai abbassato la guardia" come giornale. "Ogni volta che c"è una crisi arrivano le donne. Si sostituiscono agli uomini impediti di poter fare la loro battaglia", con riferimento anche alle mogli, figlie e madri dei leader politici detenuti da una democrazia che s'è trasformata in regime repressivo, anche in spregio al dissenso internazionale che subisce. "Donne meravigliose che girano il mondo a chiedere aiuto noi a fianco a loro. Donne coraggiose che scendono in piazza e combattono vestite di bianco e con i fiori in mano. Attenzione e sensibilitá tipicamente femminili. Ogni volta che è minata la democrazia - ha proseguito la Allegrino - si minano i diritti fondamentali della persona. Bisogna alzare le voce. Non sempre è facile comprendere i vari focolai nel mondo. Come onlus 'Domenico Allegrino' abbiamo voluto contribuire alla raccolta dei farmaci per il Venezuela nell'ambito di una Festa delle birre latinoamericane" ospitata dalla Pizzeria del Massimo di Pescara (di proprietà del gruppo Allegrino). "Fra queste birre siamo riusciti ad avere anche la venezuelana Polar, pochi giorni dopo che la fabbrica aveva sospeso la produzione per mancanza di materie prime". L'assessore ha ricordato anche i recenti interventi economici del Governo italiano, "ma i fondi non bastano. Chi doveva difendere i poveri - con riferimento alla 'Rivoluzione socialista" di Hugo Chavez - sta mimando dal profondo la dignità delle persone. I bambini non sono più sottoposti ai vaccini obbligatori e manca il latte". In qualità di assessore agli Immigrati ha infine ricordato che fra le associazioni immigrati, "manca quella venezuelana: fatela. Per esservi vicini anche con azioni concrete". 

Edoardo Leombruni (secondo da sinistra nella foto d'apertura), presidente di Ali per Venezuela e coordinatore nazionale del Programma di aiuti umanitari per il Paese dove sono finiti pure i farmaci ha parlato del Programma "serio" nato negli Stati Uniti che va bene nonostante le difficoltà per la spedizione e l'ingresso nel paese "perché il governo non riconosce la crisi umanitaria. In Italia siamo 130 volontari divisi in 25 centri di raccolta. Finora abbiamo inviato cinquemila chili di farmaci, al costo di nove euro al kg. L'Italia è il primo paese per invii in Europa". Leombruni, medico all'ospedale di Sulmona (L'Aquila), ha rivelato della difficoltà di poter reperire e inviare farmaci difficili come quelli oncologici e pediatrici ("che dolore reperire un farmaco e poi sentirsi dire: 'Mi dispiace, è morta ieri la bambina'") e infine ha detto che "quelli che si sono resi responsabili di questo crimine contro l'umanità, pagheranno uno per uno appena finita questa crisi: siamo apolitici ma non neutri. Non è vero che il socialismo bolivariano dovrebbe rappresentare la sinistra italiana" e non è giusto essere bollati come "fascisti" se si lotta contro il chavismo. Infatti, il chavismo non ha rappresenta affatto la sinistra italiana democratica (con esclusione di quella comunista e certemente il M5Stelle) e da tempi non sospetti: in piena era imperante di Chavez l'allora ministro degli Esteri Massimo D'Alema (c'era ancora il suo partito Democratici di Sinistra, oggi nel Pd), evitò, come tutti i governanti italiani di sinistra negli anni a venire, di fare visita in Venezuela al governo chavista nel suo tour sudamericano, affermando che Chavez era solamente un "populista". Il viceministro agli Esteri attuale Mario Giro, c'è andato a Caracas più volte ma solo per aiutare le imprese italiane a risolvere il credito di tre miliardi di euro che hanno con Caracas e per dimostrare vicinanza agli italiani residenti e senza incontrare Nicolas Maduro. Anche Spiezia, nel suo intervento sulla repressione dei giornalisti impegnati a raccontare la crisi e gli scontri in Venezuela, ha ricordato il dissenso dell'Internazionale Socialista al regime chavista, che chiede la liberazione di tutti i prigionieri politici, a cominciare da quelli dei partiti aderenti alla sua organizzazione.

"Quasi 300 giornalisti sono stati finora colpiti da gas lacrimogeni e urticanti - ha rivelato Spiezia - con vari sequestri di macchine fotografiche e telecamere, e un morto, Miguel Castillo, fra gli oltre 50 del bilancio degli ammazzati, tutti da una sola parte, quella dei civili. Noi giornalisti siamo stati accusati di non raccontare abbastanza la crisi venezuelana: questo, forse, era vero fino a marzo ma con l'inizio degli scontri le testate di tutto il mondo hanno mandato inviati in Venezuela. non è facile entrare come giornalista nei paesi caldi, perché se chiedi il visto per lavoro non te lo danno. Devi entrare come turista ed esporti al sequestro dei tuoi attrezzi da lavoro (anche computer) se scoprono che sei giornalista. Sequestro che spesso avviene subito arrivati in aeroporto". In Venezuela solo un morto: "Nel mondo sono in totale 48 i giornalisti uccisi nel 2016, 26 nel solo Medio Oriente. Dal 1992 a oggi siamo a quota 1228. La Turchia di Recep Erdogan (classificato come presidente peggio di Maduro, i due insieme nella foto a fianco, ndr) ha messo in galera 81 cronisti, fra cui quelli colpevoli di aver documentato il traffico d'armi del Paese verso L'Isis. Basti pensare che i giornalisti detenuti in Cina sono 38". Un intervento, quello di Spiezia, che non è piaciuto (ci sono state lamentele in separata sede agli organizzatori, ma non dalla platea) a coloro che volevano sentire dire che anche dal punto di vista della repressione giornalistica, il Venezuela è il Paese peggiore al mondo. Non è così: in paesi come la Turchia, solidi da un punto di vista economico, la situazione è drammaticamente peggiore e i giornalisti, anche se repressi, hanno sempre il dovere di dire la verità.  

Cinzia Rossi, presidente Anfe Pescara (secondo da destra nella foto d'apertura, preceduta da Simonetta Di Genova di Ali Pescara), che ha co-organizzato l'evento con Ali - anche come anticipazione del "RosaDonna Festival" in programma sempre all'Aurum dal 24 al 27 maggio - nel ringraziare la Allegrino per lo spazio Aurum avuto gratuitamente, ha ricordato che "le associazioni sono il tessuto sano della società e arrivano dove le istituzioni non possono. Esempio ne è quello dei farmaci in Venezuela". Rivolgendosi a Leombruni ha detto: "Se avessero bisogno, aiuterei anche i fascisti: mio nonno era partigiano socialista ed è morto per la libertà della nostra Italia".

Assente l'assessore regionale agli Abruzzesi nel mondo Donato Di Matteo, quello che doveva dire lo ha fatto per lui Amedeo Di Lodovico (primo da sinistra nella foto d'apertura), presidente della Fondazione Abruzzo Solidale di Caracas che dal 2008, su delega della Cram Regione Abruzzo, "assiste con 80mila euro gli abruzzesi indigenti dal punto di vista sanitario", ha detto l'imprenditore italo-venezuelano che è anche editore del quotidiano "La Voce d'Italia" nel Paese sudamericano, giornale che fra mille difficoltà continua a fare informazione. Oggi la Fondazione è stata pure delegata, in collaborazione con Ali, alla gestione amministrativa e logistica di un primo fondo regionale di 10mila euro per l'invio dei farmaci, prima Regione a farlo in Italia.

Gabriella Moscardelli di Alma Criolla (mentre canta, seconda da sinistra, nel gruppo musicale, nella foto a fianco) ha sottolineato che "non siamo giornalisti ma facciamo pure informazione - ricordando le riprese foto e video che ormai tutti sono in grado di fare nel mondo con gli smartphone e farle girare attraverso i social network - L'Abruzzo è fra le regioni leader per l'invio dei farmaci dall'Italia, che è la prima al mondo. Siamo trasparenti e seri anche se criticati".

Il profilo della donna venezuelana è stato rivelato (oltre che interpretato) da Yaimary Velazco di Ali Pescara che ha parlato della venezuelana come di "una donna che soffre ma è piena di amore. Due milioni di italiani soffrono là ma non vogliono tornare perché il Venezuela è la loro seconda patria" e anno attività economiche e lavorative che se scappano perdono.

Renata De Rugeriis Juarez di Amnesty International ha letto il report sul Venezuela dell'organizzazione mondiale che lotta per i diritti umani, mentre il medico italo-veneuelano

Hayde Soto (nella terza foto durante l'intervento e nella quinta insieme alla Velazco) ha ricordato che anche in Venezuela la salute dovrebbe essere "garantita a tutti i cittadini di ogni colore politico", certamente in una nazione che si dichiara "socialista". Ma nel suo Paese d'origine siamo di fronte a un "modello politico fallito perché la salute non è tutelata e C'è anche un problema nutrizionale. L'alimentazione è alla base di buona salute. Si mangiano solo carboidrati senza carne, latte e uova. Le conseguente negative per lo sviluppo dei bambini sarà per tutta la vita. Oggi il cancro al seno è la principale causa di morte anche in Venezuela. La prevenzione è impossibile per via degli apparecchi diagnostici rotti o senza ricambi. Donne e bambini sono i primi a soffrire".

Molto toccanti i vari video che sono stati proiettati, così come gli appelli e i ringraziamenti degli italiani beneficiati dei farmaci giunti in Venezuela. A sinistra pubblichiamo il video di una canzone bellissima cantata da Alfredo Romero, che è anche il direttore del Foro Penal, associazione che assiste legalmente e gratuitamente con 200 avvocati i detenuti e le vittime delle violazioni dei diritti umani in Venezuela. A fine convegno, poesie di Flora Amelia, esposizione di quadri di Mirta Maranca, musica (canzoni di Carlos SaraviaAnna Maria Celenza e Sofia Pulzoni), danza (Caroni Mora, nella foto a destra a fianco di un quadro della Maranca) che pure s'è esibita in piazza a inizio maggio) ed enogastronomia tipica venezuelana offerte dal San Marco's Caffè e Rincon Latino, locali di Pescara e Montesilvano dove è possibile degustare l'ottima cucina venezuelana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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