Brasile, mandato cattura per miliardario Batista. Petrobras: 259 indagati

L'ex uomo più ricco del Brasile, Eike Batista (nel 2012 era il settimo più ricco del mondo, secondo la rivista americana "Forbes"), è stato oggetto di un mandato di cattura nel quadro di un'inchiesta sul riciclaggio di 100 milioni di dollari, ma non è stato arrestato perché si trova all'estero. Questa operazione è una delle ramificazioni dell'inchiesta sul mega-scandalo corruzione della compagnia petrolifera Petrobras, che ha portato a galla un sistema di bustarelle versate da grandi aziende di Btp a partiti politici per ottenere contratti con la compagnia di Stato. Complessivamente, nove mandati di arresto sono stati spiccati nell'ambito dell'operazione "Efficienza", alcuni contro persone già in carcere, come l'ex governatore dello stato di Rio de Janeiro Sergio Cabral (nella foto d'apertura è a destra con Batista), arrestato lo scorso 17 novembre: lo ha indicato la procura in un comunicato.

Secondo il procuratore brasiliano Deltan Dallangol (nella foto a destra), il numero dei sospettati implicati nello scandalo Petrobras, in Brasile, potrebbe raddoppiare. Sull'affaire attorno alla compagnia petrolifera s'è ottenuta la collaborazione di ex quadri del gigante Odebrecht: "Noi ci attendiamo che l'operazione raddoppi il volume. La collaborazione di Odebrecht e di molti suoi quadri porterà delle prove che daranno luogo a nuove inchieste in tutto il Brasile", ha detto il principale responsabile dell'operazione denominata "Lava-jato", una "Mani pulite" brasiliana che ha già portato 259 persone sul banco degli accusati. Tra loro più di un centinaio di uomini politici sospettati di aver accettato tangenti da parte del più potente gruppo di costruzioni del Paese. Odebrecht ha trattato accordi di collaborazione per 77 alti dirigenti dell'impresa, tra i quali il patron Marcelo Odebrecht, che già sconta una pena a 19 anni di prigione. Secondo il procuratore, gli inquirenti sono rimasti stupefatti dall'ampiezza e dalla sofisticazione del sistema corruttivo orchestrato dall'impresa. "Siamo stati sorpresi. Una cosa è leggere gli studi internazionali che mostrano la corruzione del Brasile come fenomeno incancrenito e sistematico, altra cosa è vedere il mostro davanti ai propri occhi - ha sottolineato Dallangol - Noi indaghiamo su migliaia di delitti di diversi milioni commessi da centinaia di persone".

La stampa brasiliana ha scritto che le confessioni negoziate nel più stretto segreto puntano a 130 uomini politici, tra i quali figurano personalità di primo piano come il presidente della Repubblica Michel Temer, salito al potere come vicepresidente (ed ex alleato di governo) grazie all'impeachment contro Dilma Rousseff.

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