Abruzzo, nonna Addolorata compie 100 anni "sostenuta" da onlus Allegrino

Auguri alla signora Addolorata Merloni che oggi, 16 settembre, compie 100 anni a Pennapiedimonte (Chieti). La nuova centenaria è stata festeggiata questo pomeriggio, nella Residenza per anziani “Il Parco”, dov'è ospite, con torta e musica, dagli staff della struttura di riposo e da quello dell'Associazione "Domenico Allegrino" onlus. Presente anche il sindaco Giuseppe Di Giorgio. Il gruppo della Onlus pescarese è stato presente in quanto la presidente Antonella Allegrino è amministratrice di sostegno della signora Merloni dal 2009 su nomina del Giudice tutelare in base alla legge 6/2004.

La onlus "Domenico Allegrino" è più conosciuta come poliambulatorio che dà assistenza sanitaria gratuita alle persone in difficoltà ma la presidente Allegrino è impegnata da anni anche come amministratore di sostegno di persone bisognose di tale assistenza prevista dalla legge. Tale norma è, infatti, rivolta a tutte le persone che per effetto di una menomazione sia fisica che psichica si trovano nell’impossibilità di provvedere, anche in via temporanea, ai propri interessi (anziani, disabili fisici o psichici, alcolisti, tossicodipendenti, malati) e che non hanno la piena autonomia nella vita quotidiana.

Finalità della legge

Tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente in grado di andare incontro alle loro esigenza, anche aiutandole ad affrontare problemi concreti (come acquistare, vendere, affittare un appartamento o investire somme di denaro). Per questa ragione il ricorso per la nomina dell’amministrazione di sostegno deve specificare l’atto o le tipologie di atti per il quale è richiesta l’assistenza.

Chi può fare la richiesta
Il ricorso può essere presentato direttamente al Giudice Tutelare, in alcuni casi anche senza avvocato, da: beneficiario (persona interessata), anche se incapace; familiari entro il quarto grado: genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti, cugini; gli affini entro il secondo grado: cognati, suoceri, generi, nuore; il Pubblico Ministero; il Tutore o Curatore.


Chi deve fare la richiesta (ricorso)

I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, venuti a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono obbligati a proporre il ricorso al Giudice Tutelare.

Quando fare la richiesta
Per chiedere la nomina di un amministratore non è sufficiente che la persona sia incapace: occorre che vi sia pure un interesse attuale e concreto al compimento di atti per i quali è necessario l’amministratore di sostegno e che l’interessato non potrebbe compiere da solo.

 A chi rivolgersi

Per informazioni direttamente al Tribunale di competenza o allo Sportello Ads presente nei vari Tribunali, attraverso la posta elettronica.

Durata dell’incarico
La durata dell’incarico di amministratore di sostegno può essere a carattere: temporaneo, indeterminato (vedere articolo 405 comma 5 n. 2 del Codice Civile). Il decreto emesso del Giudice decide la durata dell’incarico e i poteri attribuiti all’Ads. Detto decreto viene annotato nei registri di stato civile del comune di residenza e di nascita del beneficiato a margine del suo atto di nascita. Il decreto che dispone l’amministrazione di sostegno e delimita i poteri dell’Ads può sempre essere modificato per esigenze che si manifestino nel corso della vita del soggetto interessato. L’Ads, dopo la nomina, presta il giuramento di svolgere il proprio incarico con fedeltà e diligenza e da quel momento può iniziare a svolgere la sua funzione. L’amministrazione di sostegno può sempre essere revocata qualora ne vengano meno i presupposti che la hanno necessitata o se essa si riveli non idonea a realizzare la tutela del beneficiario. 

Poteri dell’amministratore e limiti del beneficiario
I poteri dell’amministratore di sostegno, vengono plasmati dal decreto di nomina (emesso dal Giudice Tutelare) nel quale vengono definiti gli atti specifici che l’amministratore può compiere in nome e per conto del beneficiario e gli atti che possono essere compiuti in assistenza. Il giudice con la sua decisione deve proteggere la persona, i suoi bisogni e rispettare le sue richieste nei limiti della tutela della persona stessa. A seguito dell’istituzione della misura di protezione, il beneficiario conserva in ogni caso una sfera di capacità, con riguardo a due categorie di atti: gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana (articolo 409 Cc); gli atti per i quali la sua capacità non ha subito limitazioni.

 

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