Fondo legale vittime turismo sessuale o riforma gratuito patrocinio legale

Esattamente 10 anni fa, il 20 ottobre 2005, la Telefono Rosa di Pescara, sostenuta da altre associazioni co-interessate,  presentò al Comune di Pescara, il progetto “Fondo di assistenza legale nazionale per donne e bambini vittime del turismo sessuale”. L’iniziativa fu spiegata da Norina Sprecacenere e Viola Arcuri, all'epoca presidente e componente il Direttivo dell’associazione, in seguito a un primo caso sottoposto di una donna cubana che ha avuto un figlio  (tuttora minore) da un italiano che non voleva né riconoscere né sostenere economicamente il bambino, pur andandolo a trovare una volta all’anno a L’Avana. La ragazza-madre, disoccupata, stufa di questa situazione, chiese aiuto a un amico dell’Associazione Italia-Cuba di Pescara, a cui seguì pure una procura legale all’avvocato Marco Coco (nella foto è a destra, insieme alle dirigenti di Telefono Rosa e altre associazioni), all'epoca componente il Direttivo dell'Associazione Italia-Cuba di Pescara. Coco avviò pure l’iter legale, sperando, invano, in una soluzione bonaria, extragiudiziale. Al rifiuto del padre del bambino doveva, infatti, seguire una causa di dichiarazione giudiziale di paternità, con tutti i notevoli costi che ciò comporta, proibitivi per una donna senza lavoro del Terzo mondo. Da lì l’idea di istituire il Fondo, anche perché il gratuito patrocinio a spese dello Stato - che vale pure per i clandestini che commettono reati in Italia - non vale, incredibilmente per chi italiano lo è biologicamente ma non ancora legalmente. L'Associazione Italia-Cuba si attivò anche con alcuni parlamentari eletti all'estero dell'epoca ma la prematura caduta del governo Prodi fece tramontare il progetto di riformare la legge per estendere il gratuito patrocinio legale anche a casi come questi, spese comprese che non sono previste per l'avvocato a carico dello Stato. Peraltro una riforma, quella del gratuito patrocinio legale, urgente anche per il flop di questo diritto di chi è povero o guadagna poco (meno di 10mila euro l'anno circa): il decreto Bersani ha abolito la tariffe professionali "congrue" agli avvocati ma le ha imposte, bassissime, per i gratuiti patrocini, persino inferiori a quelle liquidate dai giudici nelle sentenze, Per non parlare del fatto che lo Stato paga dopo due-tre anni e molti avvocati si stanno cancellando dalle liste per il servizio.

Nella presentazione la Sprecacenere sottolineò che “anche abbandonare una madre e un bambino è un atto di violenza” augurandosi che da tutta Italia giungessero i contributi. Si attivò e pubblicizzo anche un conto corrente ma soldi ne arrivarono pochi e niente e così il progetto naufragò sul nascere. La normativa dell'epoca, ancora attuale, del gratuito patrocinio a spese dello Stato non è estensibile anche a chi italiano ancora non è (il minore). Coco spiegò che una causa del genere è costosissima fra prove del Dna, spese di viaggi intercontinentali, traduzioni e legalizzazioni documenti stranieri nei consolati italiani, nella speranza che il padre, una volta avviato l'iter legale, riconosca spontaneamente il figlio.

Quando si parla di “vittime del turismo sessuale” si pensa subito (e solo) alle vittime dei pedofili. Varie associazioni e ong si occupano di questo problema che affligge, insieme alla fame, alla droga, allo sfruttamento lavorativo, i minori del Terzo mondo: sono circa due milioni i bambini e di bambine coinvolti nel fenomeno del turismo sessuale, principalmente in Thailandia, Brasile, India e Cina. Altre vittime del turismo sessuale sono le donne che rimangono in cinta e i bambini che nascono, i quali non subiscono la violenza del pedofilo ma del loro padre naturale. Non esistono ancora dati ufficiali, ma non sono pochi nel Terzo mondo i bambini che nascono da rapporti sessuali occasionali, non solo di tipo mercenario, e che poi non vengono riconosciuti dal “papà” e, in molti casi, nemmeno sostenuti economicamente. Nei Paesi poveri basterebbe molto poco, anche 50-100 euro al mese (ciò che si è pronti, però, a sborsare per una notte d’amore), per far vivere un’infanzia e un’adolescenza decorosa al proprio figlio naturale e una vita dignitosa alla madre, che spesso decide di avere rapporti con stranieri nella speranza di una vita migliore, rimediando, invece, la gran parte delle volte, solo illusioni e delusioni.

Prime vittime sono, dunque, le Donne, che restano per tutta la vita col fardello di essere le uniche a doversi far carico dell’educazione e del sostentamento economico dei propri figli, quasi sempre senza un lavoro, cadendo prima o poi nella tentazione della prostituzione, di vendere l’unica cosa che hanno, il proprio corpo, laddove ci sono i turisti pronti a pagare per una notte d’amore l’equivalente di uno o più salari mensili. I padri che non riconoscono i propri figli lo fanno per semplice irresponsabilità o perché, essendo sposati nel loro paese di origine, non vogliono far scoprire alla consorte i propri tradimenti coniugali ma anche perché sanno che, tanto, la partner occasionale, vive dall’altra parte del Pianeta e non ha gli ingenti mezzi economici per poter fare una causa di dichiarazione giudiziale di paternità, costosissima. Tutte le donne-madri e i bambini della Terra hanno diritto a una vita dignitosa ma è vergognoso che figli di agiati genitori occidentali, fra cui anche la buona fetta di italiani, debbano condurre una vita di stenti e miseria, spesso finendo essi stessi vittima dei pedofili e della “colla”, la droga che distrugge le esistenze di tanti bambini abbandonati.

Sono passati 10 anni, nel frattempo sono stata pure chiuse le sedi pescaresi di Telefono Rosa e Italia-Cuba, ma la necessità del Fondo o, meglio, di una riforma utile alla soluzione di questi casi è attualissima. Chi scrive era ed è rimasto sensibile al tema, che va rilanciato con forza confidando nella sensibilità degli attuali parlamentari. (Pierluigi Spiezia)

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