Cassazione contro assicurazioni, 'colpo di frusta' accertabile anche senza lastre o tac

Stop definitivo della Corte di Cassazione alle assicurazioni. Un durissimo colpo giunge dalla suprema Corte con due decisioni già massimate, la sentenza 10816/19 e l’ordinanza 10189/19. Due provvedimenti che hanno chiarito, si spera definitivamente checché ne vogliano le compagnie assicuratrici, che i danni biologici conseguenti a sinistri stradali, come il più classico dei “colpi di frusta”, possono essere accertati anche senza il ricorso a strumenti come radiografie, tac o risonanze magnetiche, nonostante la stretta introdotta nel 2012 dal decreto "Cresci Italia". Tale deduzione deriva dal fatto che la professione medica può essere vincolata, in quanto la visita e l’esperienza del sanitario sono insostituibili e un vincolo probatorio all’accertamento strumentale sarebbe a rischio incostituzionalità poiché il diritto alla salute è tutelato dalla Carta fondamentale. E l’orientamento già avviato da alcuni precedenti, stavolta può dirsi ufficiale e senza alcuna ombra di dubbio, nel momento in cui sono stati rigettati sul punto e in entrambe le controversie approdate innanzi alla suprema Corte, i ricorsi delle società assicurative: nel primo caso era stata contestata la lesione al rachide cervicale "per la mancanza di un accertamento clinico strumentale obiettivo".

Per la Cassazione, però, la modifica degli articoli 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private introdotta dal decreto legge 1/2012 costituisce un giro di vite sulle micropermanenti, vale a dire le lesioni con esiti fino al 9% ed è un invito ad una rigorosa verifica da parte di tutti gli addetti ai lavori, dunque magistrati, avvocati e consulenti tecnici.

Ciò per favorire la concorrenza e combattere le frodi alle assicurazioni. Ma la legge non va interpretata nel senso che la prova della lesione debba essere fornita soltanto con l’accertamento clinico strumentale. I criteri scientifici per accertare il danno biologico sono quelli tipici della medicina legale: accertamento visivo, clinico e strumentale, senza vincoli gerarchici e da utilizzare secondo le leggi della professione medica. Ci sono casi nei quali la natura della malattia e la modestia della lesione impongono l’accertamento strumentale perché è l’unico in grado di fornire la prova rigorosa richiesta dalla normativa. Ma ce ne sono altri in cui la diagnostica per immagini non risulta necessaria a una diagnosi attendibile: l’importante resta consegnare ai giudici conclusioni "scientificamente documentate e giuridicamente ineccepibili". (Giovanni D'Agata - Sportello dei Diritti)

 

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