Salute, ictus in aumento fra i giovani, a causa di fumo, alcol e droghe

Il recente caso del famoso attore statunitense Luke Perry morto a 52 anni a causa di un grave ictus, pone all`attenzione del pubblico il grave problema dell`ictus giovanile. Molto spesso si ritiene che questa malattia riguardi soltanto soggetti anziani; nonostante la probabilità di malattia aumenti con l`aumentare dell`età, possono esserne colpiti anche i giovani. In Italia si calcola che circa 12mila soggetti di età inferiore a 55 anni ne vengano colpiti ogni anno. E` chiaro che la malattia ha un impatto sociale tanto più rilevante quanto più il malato è giovane e, quindi, ancora in attività lavorativa.
"Il problema assume particolare rilevanza - dichiara Carlo Gandolfo (nella foto d'apertura), ordinario di Neurologia all`Università di Genova, componente del Comitato tecnico-scientifico della onlus "Alice Italia"  (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale) - considerando che nei soggetti 'giovani' l`incidenza di ictus, cioè il numero di nuovi casi che si verificano in un anno nella popolazione, sembrerebbe tendere ad aumentare, mentre, grazie all`efficacia della prevenzione, nelle altre fasce di età più avanzata l`incidenza tende a diminuire, almeno in tutte le nazioni economicamente avanzate. Non solo: nei giovani più spesso che negli anziani l`ictus si presenta nella sua forma più grave, cioè come emorragia intra-cranica (lacerazione spontanea di un`arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata), che ha un tasso di mortalità più che doppio rispetto alle peraltro molto più frequenti forme ischemiche (dovute ad occlusione di un`arteria cerebrale). Nel caso di Perry (nella foto qui sotto a destra) - conclude Gandolfo - sembra, in effetti, essersi trattato di un`emorragia cerebrale. Questo tragico evento, che ha avuto grande risonanza mediatica, dovrebbe stimolare la popolazione a prestare maggior attenzione alla correzione di quei fattori di rischio modificabili che aumentano la probabilità di malattia, in particolare l`aumento della pressione arteriosa, il fumo, l`alcool, l`assunzione di sostanze illecite, tutti fattori che sono notoriamente connessi con l`ictus ed in particolare con le forme emorragiche".
Prende il via la "Settimana mondiale del cervello", iniziativa annuale realizzata dalla Società italiana di Neurologia (Sin) che ha come obiettivo quello di far aumentare la consapevolezza sull`importante ruolo che la Neurologia svolge e di fare il punto sui progressi della ricerca scientifica in questo ambito. Anche per l`edizione 2019, il cui tema è "Proteggi il tuo cervello", la onlus Alice conferma il proprio impegno, sottolineando quanto sia importante essere attivi nel tutelare la propria salute e avere una maggiore consapevolezza sui principali fattori di rischio per prevenire l`insorgenza di malattie cerebro-cardiovascolari. Ogni anno si registrano il doppio di nuovi casi di ictus giovanile rispetto ai nuovi casi di sclerosi multipla (patologia il cui esordio si manifesta principalmente tra i 20 e i 30 anni) e lo stesso numero di casi rispetto a quelli di epilessia. Questo aumento di casi tra persone più giovani va attribuito soprattutto ad una maggiore diffusione dell`abuso di droghe e alcol. L`uso smodato di quest`ultimo è considerato un fattore di rischio per ictus sia ischemico sia emorragico. Può agire sia come fattore di rischio classico, aumentando di tre-quattro volte la probabilità d'incorrere in un episodio di patologia cerebrovascolare, sia come fattore precipitante, che determina, cioè, l`insorgenza dell`evento acuto, per esempio in occasione di una forte bevuta (binge drinking).

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