Autismo, in Europa riguarda un bimbo su 150, in Usa uno ogni 68

Oggi, 2 aprile, si celebra in tutto il mondo la "Giornata di consapevolezza sull'autismo", voluta dall'Onu. A Roma, in Campidoglio, è in corso la conferenza su "I disturbi dello spettro autistico, dalla diagnosi precoce alla vita adulta", voluta da Fabrizio Oleari, presidente dell'Istituto superiore di sanità e promotore dell'evento.

"Non siamo qui per celebrare ma per capire perché si crea una convergenza delle istituzioni su questo tema - ha detto nell'intervento introduttivo Oleari - Il problema è rilevante per la sanità pubblica, con un'incidenza forte sia in Europa sia negli Stati Uniti. Se il Cdc di Atlanta ricorda che in Usa si parla di un bambino ogni 68, in Unione europea riguarda 62 minori su 10mila, ovvero uno su 150. Chi si occupa delle famiglie sa che il fenomeno è in crescita, e se facciamo una giornata è per sensibilizzare sul tema. Esiste una mozione per impegnarci in politiche attive su questa sindrome, di cui l'eziopatogenesi resta oscura. Abbiamo una valanga di fenotipi - ha rivelato - ma ancora ci sfugge la chiave di lettura e la comprensione di come intervengano i fattori genetici e ambientali". Esiste la necessità, secondo il presidente dell'Iss, "di una presa in carico di queste famiglie, partendo anche dal contesto scolastico. L'Iss ha condotto varie indagini creando un network per capire le modalità di presa in carico - sottolinea - ma sul piano della ricerca molto resta da fare. Occorre un grande progetto sull'autismo per capire i vari dati discordanti". Oleari è convinto che il futuro della ricerca e delle attività a favore delle persone autistiche e delle loro famiglie vada condotto insieme agli organismi internazionali: "L'Oms, d'intesa con il Ministero della Salute, organizzerà un evento sull'autismi nel corso dell'assemblea generale - fa sapere il presidente dell'Iss - anche la Santa Sede ha deciso di trattare i disturbi dello spettro autistico in occasione della conferenza di novembre sui temi sanitari". Passando all'Ue, "la stessa attenzione sarà prestata al tema durante il semestre di presidenza italiana, in cui si svolgerà una conferenza sull'autismo. Dobbiamo creare una sorta di armonizzazione delle conoscenze attraverso la realizzazione di un network - ha proseguito Oleari - con cui legare tutte le realtà che si occupano di questo disturbo in Europa". Esiste già una grande intesa con "il direttore del Mediterraneo orientale dell'Oms, così come la sua zona europea. Creiamo una cooperazione nella ricerca in Europa che a livello nazionale prosegua agendo sia con il Ministero della Salute sia con il Miur dal punto di vista della ricerca universitaria. In questi ultimi tempi sono stati fatti notevoli sforzi che stanno sortendo dei risultati - ha concluso - c'è però molta strada da fare in Italia. Non esiste ancora un registro, una lacuna importante da colmare che richiede un'azione e una forte collaborazione anche con le associazioni dei familiari. Queste ultime sono una risorsa fondamentale, che si muove anche a livello istituzionale dandoci un forte aiuto".

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