A Pescara incontro in conservatorio su patologie dei musicisti

Sabato 7 aprile e sabato 21 aprile nella sala Bellisario del Conservatorio di musica "Luisa D'Annunzio" di Pescara, dalle 10 alle 13, si svolgeranno due incontri per lo studio del rapporto tra la musica e le patologie dei musicisti. Le giornate vedranno impegnata l'equipe dell'ortopedico e traumatologo Giovanni Di Ianni (nella foto qui sotto a destra) che si avvale di specialisti del settore e da anni impegnati nel trattamento di queste tematiche. "L'incidenza delle problematiche nei musicisti è del 60-70% - spiega Di Ianni - e nelle diverse casistiche non si osserva una differenza fra professionisti e dilettanti; le condizioni posturali, gli stress meccanici e psichici, l'utilizzo di strumenti non adeguati, una preparazione fisica non ottimale, tempi di impegno e riposo non ben calibrati, rappresentano fattori causali di problematiche che se non prevenute o affrontate possono condizionare la performance del musicista.

"L'alta incidenza delle patologie e il rapporto con il mondo della musica hanno portato ad avviare un progetto di sensibilizzazione, educazione e cura nel mondo della musica e della medicina con l'attivazione di giornate dedicate alla conoscenza delle patologie, dell'anatomia e dei rischi di stress meccanici e psichici, correlati al mondo della musica. Il Centro che dirigo da anni ha mostrato interesse per lo studio di questo rapporto fra musica e medicina e riteniamo interessante poter offrire giornate informative e di confronto su queste tematiche con l'intenzione di avviare un progetto di collaborazione fattiva con il conservatorio allo scopo di poter offrire la nostra professionalità al servizio degli artisti".

Il musicista - si legge nel sito del Centro Di Ianni - sia professionista sia dilettante, è particolarmente esposto alle problematiche ortopediche che colpiscono la mano (tendinopatie, sindrome del tunnel carpale e del canale di guyon, dita a scatto, formazione di cisti e molto altro).

Spesso queste situazioni sono la causa secondaria a una disfunzione primaria dell’arto superiore o di una postura scorretta al quale i musicisti sono costretti ad adoperare per ore. Il trattamento prevede allora una rieducazione non solo del distretto mano-avambraccio, ma a tutto il riequilibrio del corpo. La rieducazione impone una presa di coscienza, da parte del musicista, degli atteggiamenti errati all’ origine dei problemi; alle volte può occorrere un adattamento dello strumento stesso (mentoniera per posizionare meglio il violino), oppure l’uso di tutori e cosi via. Tutte le tecniche convenzionali della fisioterapia - prosegue il sito - volte ad alleviare il dolore, a migliorare la funzione muscolare, a ripristinare la mobilità, a considerare la postura e lo stile di vita generale sono importanti, ma devono essere inserite nella comprensione più globale dei problemi tecnici, emotivi e psicologici del musicista. Il terapista dovrebbe vedere il musicista in azione quando possibile, e dovrebbe sempre chiedere loro di portare lo strumento per mostrare i problemi quando realmente si manifestano.

 

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