Convegno su Diritto alla salute in Venezuela, paese in emergenza sanitaria

"Casi me muero!" ("per poco morivo!") ha confessato un mese fa alla tv venezuelana Globovision (video sotto), Juan Barreto Cipriani, ex deputato ed ex sindaco chavista metropolitano di Caracas. Barreto è italo-venezuelano come tanti nel Paese sudamericano, compresi molti politici e ministri del Psuv, il partito fondato dal defunto presidente Hugo Chavez al potere dal 1999. Nel 2006, quando Barreto era sindaco incontrò a Caracas, l'allora presidente del Cram Regione Abruzzo Donato Di Matteo, che nella foto d'apertura è a sinistra, insieme all'allora console italiano Alberto Pieri, oggi ambasciatore in Kazakistan. Di Matteo - che di professione fa il medico e oggi è tornato alla guida del Cram e dell'Assessorato regionale dell'Emigrazione - fece un giro di incontri anche con ministri per presentare (e tutelare) il progetto di assistenza sanitaria degli abruzzesi indigenti in Venezuela. In principio doveva essere un poliambulatorio; poi per motvi di bilancio, si ripiego sul finanziamento di polizze sanitarie. La situazione sanitaria era diffcile sin da allora, anche per tanti italiani emigrati che non hanno fatto fortuna: la rivoluzione socialista bolivariana non è mai riuscita a creare un sistema sanitario nazionale pubblico, sul modello europeo, come si conviene a un governo che si dichiara "socialista". In Venezuela prevale, infatti, ancora oggi il sistema liberistico delle assicurazioni e cliniche private, come in tutte le Americhe, tranne che nella Cuba dei fratelli Castro, accusati dagli oppositori del chavismo di essere i veri "comandanti" della "Revolucion bolivariana"  o del "socialismo del siglo XXI", per usare due slogan cari alla propaganda. Ma a Cuba il sistema sanitario pubblico e gratuito esiste ed è un eccellenza riconosciuta a livello mondiale. All'ingresso del rinomato ospedale ortopedico-fisiatrico "Frank Pais" di L'Avana, un messaggio di Fidel Castro ricorda che "Convertire Cuba in una potenza medica" e fra gli "obiettivi che sono i più nobili che può proclamare una rivoluzione socialista". Quindi, anche nel fallimento delle riforme sanitarie appare chiaro che i Castro non sono gli ideologi del chavismo che anzi - come avviene nell'intera economia - ha "importato" anche i medici cubani in Venezuela per i consultori sanitari nei "barrios" (i quartieri poveri) e ha inviato malati a Cuba per cure e interventi chirurugici. Chavez compreso che ha tentato in tutti i modi di curare il suo tumore fatale nell'isola caraibica amica. Le "misiones" sono stati gli unici programmi di assistenza sanitaria gratuita che il governo chavista ha realizzato negli anni passati in collaborazione con Cuba, che ha ricevuto petrolio in cambio di medici, insegnanti e operatori sociali ma anche continuo invio di venezuelani a Cuba per interventi chirurgici, tipo quelli oculistici della "Mision milagro" ("missione miracolo")

Un politico importante come Barreto che non riesce a trovare farmaci salvavita (non si trova quasi più nulla da mangiare nemmeno nei supermercati), vuol dire che la situazione è drammatica: il Paese è in piena emergenza sanitaria oltre che economica (è iniziata la dollarizzazione) .

Del "Diritto alla salute in Venezuela" si parlerà il prossimo mercoledì 3 giugno 2015, dalle 15 alle 19, nell’aula "Paride Stefanini" del Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell'ambiente dell'Università di L'Aquila-Coppito. Un importante incontro nazionale sul tema voluto dalla preside del Dipartimento Maria Grazia Cifone, nata a Caracas, dove ha conseguito la maturità, prima di trasferirisi a L'Aquila a studiare Biologia. La Cifone aprirà i lavori insieme al collega Renato Galzio e Amedeo Di Lodovico, presidente della Fondazione “Abruzzo solidale” che gestisce in Venezuela il progetto della Regione di assistenza sanitaria ai corregionali indigenti e che un esempio purtroppo ancora unico fra le Regioni italiane. Nella foto a destra Di Lodovico è insieme a Edoardo Leombruni, medico (italo-venezuelano) all'ospedale di Sulmona (L'Aquila), presidente dell'Associazione latinoamericana in Italia (Ali), che ha ispirato questo seminario (anche se non appare per sua scelta e non sarà fra i relatori).

 


Leombruni è nella foto a sinistra con la Cifone a una manifestazione pro Venezuela. Il programma proseguirà col saluto della autorità, la visione del filmato "Emergenza Venezuela", presentato da Harry Sanchez e, quindi gli interventi dei vari ospiti: Claudio Micheloni, presidente del Comitato del Senato per le Questioni degli italiani all’estero, che recentemente è stato in Venezuela e aggiornerà sulle "Condizioni attuali degli italiani in Venezuela". Sensibile al tema è anche Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo (recentemente ha organizzato un incontro a Pescara) che tratterà della "Regione Abruzzo e gli italo-venezuelani", mentre Di Matteo parlerà della "storia e le problematiche dell’emigrazione italiana in Venezuela".

 

 

Importante sarà la testimonianza di Carlos Walter (foto a destra), ex ministro della Sanità in Venezuela, che sarà in collegamento live streaming e parlerà della "Storia della sanità pubblica negli ultimi 16 anni in Venezuela", ovvero quelli del chavismo, successivi al suo mandato ministeriale. Anche Amnesty international darà il suo contributo sulla "situazione dei diritti umani in Venezuela oggi" mentre Mario Peverini, presidente dell'Associazione medici cattolici italiani in Abruzzo racconterà la sua "esperienza personale".Marisol Dieguez, presidente del “Programa de ayuda humanitaria para Venezuela” negli Stati Uniti spiegherà come funziona la "Raccolta internazionale e invio di farmaci per sopperire alla grave carenza in Venezuela", mentre la vicepresidente dello stesso organismo, Laura Freimanis, in collegamento streaming affronterà l'aspetto delle "Normative per la raccolta e l’invio dei farmaci".Ismael Impellizzieri, presidente dell'Associazione “La Pastillita” in Venezuela (anche lui in collegamento streaming) spiegherà la "Distribuzione caritatevole dei farmaci ai bisognosi".


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