Migranti, Von Der Leyen, dovere di salvare vite in mare ma anche lotta a trafficanti

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"Negli ultimi cinque anni, più di 17mila persone sono annegate nel mar Mediterraneo, che è diventata una delle frontiere più mortali del mondo. In mare c'è il dovere di salvare vite umane e nei nostri Trattati e convenzioni c'è il dovere legale e morale di rispettare la dignità di ogni essere umano". Lo ha detto oggi al parlamento europeo di Strasburgo (Francia) la presidente designata della Commissione europea, la popolare tedesca Ursula von der Leyen (nella foto), durante il dibattito nella plenaria, prima del voto di questo pomeriggio sulla sua candidatura da parte dell'assemblea presieduta dal neo presidente italiano David Sassoli.
"L'Unione europea può e deve difendere questi valori - ha aggiunto l'ex ministra della Difesa di Berlino - L'Ue ha bisogno di frontiere umane.
Dobbiamo salvare, ma non è abbastanza. Dobbiamo ridurre le migrazioni irregolare, dobbiamo combattere i contrabbandieri e i trafficanti di questo crimine organizzato, dobbiamo preservare il diritto d'asilo e migliorare la situazione dei rifugiati, ad esempio attraverso corridoi umanitari in stretta cooperazione con l'Unhcr" (l'alto commissariato Onu per i rifugiati, ndr). Abbiamo bisogno di empatia e di agire con determinazione. Sono consapevole di quanto siano difficili e controverse le discussioni su questo tema. Dobbiamo affrontare le legittime preoccupazioni di molti e guardare come possiamo superare le nostre differenze. Proporrò un nuovo patto su immigrazione e asilo, compreso il rilancio della riforma di Dublino", che prevede la richiesta d'asilo nel paese Ue di arrivo, molto penalizzante per l'Italia.

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