Merlo a Margiotta e venezuelani d'Abruzzo: perché Italia non riconosce Guaidò

Come previsto, il senatore Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel mondo, ha ricevuto ieri alla Farnesina Giovanni "Johnny" Margiotta (a sinistra nella foto d'apertura col sottosegretario), già presidente del Comites di Maracaibo (Venezuela) ed ex consigliere del Cram Regione Abruzzo. Margiotta - accompagnato dalle rappresentanti abruzzesi della comunità venezuelana, Maria Claudia Lopez e Simonetta Di Genova - è stato costretto a trasferirsi nel suo Abruzzo dal Venezuela due anni fa per motivi di sicurezza, nonostante non abbia in corso incarichi istituzionali (è candidato al Consiglio comunale di Montesilvano con la lista civica "Anno zero - Nuova Pescara", dove vive), continua a preoccuparsi dall'Italia dei tanti problemi della comunità italiana costretta a vivere in Venezuela, Paese colpito da una crisi economica, politica e umanitaria senza precedenti nella storia.

E con l'incontro di ieri a Roma con l'italo-argentino Merlo - legato a Margiotta da amicizia anche politica per la comune militanza nel Maie, il movimento politico che ha vinto le ultime elezioni politiche nel collegio sudamericano - l'italo-venezuelano ha voluto confrontarsi di persona sulle soluzioni dei problemi burocratici che attanagliano i consolati italiani in Venezuela. 

Merlo, appena rientrato da una missione in Venezuela, ha detto agli ospiti che sapeva della grave situazione grave ma mai avrebbe pensato di vedere il Venezuela così degradato e desolato. Margiotta, Lopez a Di Genova hanno chiesto spiegazioni a Merlo del perché il governo italiano si ostina a non riconoscere Juan Guaidò (nella foto a fianco, con Merlo a Caracas) presidente ad hinterim del Venezuela, come hanno fatto 50 paesi nel mondo, fra cui tutti i principali europei. Il Sottosegretario ha spiegato che il suo governo ha riconosciuto l’Assemblea nazionale e il suo presidente Guaido e ogni decisione presa dal parlamento venezuelano (che è controllato dall'opposizione al regime chavista) è per Roma ufficiale. Grazie al fatto che formalmente l'Italia non riconosce Guaidò "ad hinterim" ma solo come presidente del parlamento, permette al nostro Paese di poter continuare ad avere un'interlocuzione proficua anche col governo di Nicolas Maduro. Ne è prova il fatto che l’Italia è l’unico Paese che è riuscito a far entrare medicinali pari a un milione di euro di valore direttamente riservati alle cure dei connazionali italiani lì residenti. Merlo ha comunicato a Margiotta che entro il prossimo 10 giugno ci saranno due eventi: il primo e la riapertura del Consolato di Maracaibo; il secondo è la sostituzione dell’ambasciatore Silvio Mignano. Il nuovo diplomatico non sarà a Caracas come ambasciatore ma con l’incarico di “incaricato d'affari", quindi senza accreditamento presso il governo Maduro.

Nella foto di gruppo qui a sinistra, Merlo, al centro, con, da destra, Lopez, Margiotta, Franca e Di Genova.

 

 

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