Venezuela, Merlo vede Guaidò. Margiotta a Roma per i problemi consolari

Giovanni "Johnny" Margiotta, ex presidente del Comites di Maracaibo ed ex consigliere Cram Regione Abruzzo, ha incontrato al Ministero degli Esteri a Roma il ministro plenipotenziario Stefano Ravagnan, capo della segreteria del sottosegretario Ricardo Merlo (che ha la delega per gli Italiani nel mondo). Margiotta (nella foto d'apertura, è a destra con Anna Maria Ferro e Ravagna, ex ambasciatore italiano in Kazakhstan) ha chiesto l'incontro alla Farnesina dopo le tante lamentele ricevute per le problematiche relative alla chiusura del Consolato a Maracaibo, città capitale dello Stato Zulia, distante 518 km dalla capitale Caracas. Margiotta è stato costretto a trasferirsi dal Venezuela con la sua famiglia l'anno scorso a Montesilvano (Pescara) per motivi di sicurezza. "Sono rientrato in Italia ad agosto per ritrovare un po' di pace - ci raccontò Margiotta - per stare più a contatto con la semplicità della vita in Abruzzo, dove tutto è tranquillo e genuino. Non so cosa raccontare a mia moglie, venezuelana, alla quale nel luglio scorso dissi di prendere le valigie e andare via, perché in Abruzzo certe cose non le avremmo più vissute, e invece una volta arrivati qui ci siamo trovati a dovere fare i conti con certe notizie". 

Merlo in questi giorni è proprio in missione in Venezuela, dove ha incontrato pure il presidente ad hinterim Juan Guaidò (i due nella foto a destra pubblicata dal sito "ItaliaChiamaItalia" utlizzato dal sottosegretario come veicolo dei suoi comunicati stampa pubblicati poi sul suo profilo Facebook), ha fatto comunicare che verrà presto riaperto. I problemi per gli italiani che ancora vivono in Venezuela sono tanti perché alla crisi economica che colpisce il Paese si aggiungono anche le problematiche che colpiscono la rete diplomatica italiana, con uffici e siti web per prendere appuntamenti per cittadinanza e passaporti, praticamente inaccessibili da mesi per lo troppe richieste che i consolati non riescono (o non vogliono) evadere. 

"Abbiamo lavorato questi due mesi per la riapertura del Consolato di Maracaibo e abbiamo avuto da Merlo tutto il sostegno e la massima disponibilità per la soluzione del problema consolari - ha detto Margiotta, in questi giorni impegnato nella campagna elettorale a Montesilvano, dove è candidato alle elezioni comunali del prossimo 26 maggio, nella lista civica "Montesilvano anno zero - Nuova Pescara" a sostegno del candidato sindaco di centro-sinistra Enzo Fidanza - Ho detto a Merlo e Ravagnan della necessità di accelerare la burocrazia per la consegna di passaporti e aiuti umanitari e ho pure denunciato che esiste un gruppo di delinquenti che accede al sistema di appuntamenti nel portale consolare di Maracaibo e Caracas per bloccare e poi rivendere gli appuntamenti, che si richiedono solo via web". 

Margiotta, che non fa mistero della sua delusione sull'operato dell'ambasciatore uscente a Caracas Silvio Mignano, chiederà anche a Merlo, che incontrerà personalmente mercoledì 22 maggio a Roma, garanzie per la prossima nomina, che sia all'altezza del delicato incarico diplomatico "per sconfiggere l'eccessiva burocrazia" in un Paese a forte presenza italiana, comunità pure colpita duramente dalla crisi economica, sociale e politica. Margiotta e Merlo (i due nella foto qui sopra a sinistrasono legati da un'antica amicizia anche politica per la comune militanza nel Maie, movimento politico che ha vinto le ultime elezioni politiche del 4 marzo 2018 nel collegio sudamericano, che Margiotta ha contribuito a fondare e dirigere in Venezuela, fino a quando non è stato costretto ad andare via, lasciando tutti gli incarichi anche istituzionali.

L'ex presidente del Comites Maracaibo, con la referente della comunità venezuelana a Pescara Maria Claudia Lopez e altri italo-venezuelani, è stato anche alla Camera dei Deputati "per ratificare l'agenda del nostro presidente ad interim Guaidò e per denunciare la forte repressione nei confronti dei parlamentari e degli esponenti politici dell'opposizione venezuelana. Continuiamo il lavoro per i diritti degli italo-venezuelani e venezuelani sia in Venezuela sia in italia, la lotta per la libertà del Venezuela, insieme ai rappresentanti della società civile e delle piattaforme politiche venezuelane in Italia", ha detto Margiotta. Alla Camera, i due italo-venezuelani hanno incontrato pure i rappresentanti in Italia dei partiti politici venezuelani (nella foto a destra).

Riguardo alla missione Caracas, merlo ha scritto su Facebook che, l'incontro con Guaidò nell'Ambasciata d'Italia insieme a Mignano, è stato "franco e cordiale" e che il leader dell'opposizione ha ringraziato Merlo per l’impegno che l’Italia sta portando avanti all’interno del Gruppo di contatto internazionale. Anche se Guaidò formalmente non è stato ancora riconosciuto dal governo italiano. In questo senso, Margiotta ha prodotto ed esibito la scorsa settimana a Montesilvano (nella foto è quello a sinistra nascosto), in occasione del comizio elettorale del vicepremier e leader leghista Matteo Salvini a sostegno del suo candidato a sindaco per il centro-destra Ottavio De Martinis, uno striscione con la scritta "Il dovere del Governo italiano è riconoscere Guaidò presidente ad hinterim del Venezuela. Fine usurpazione più governo di transizione. Elezioni libere".

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