Arresti Venezuela, Casini: 'Di cosa ha bisogno ancora Conte per riconoscere Guaidò?'

Silenzio, per ora, dal governo giallo-verde italiano per l'arresto del vicepresidente dell'Assemblea nazionale del Venezuela, Edgar Zambrano, uno dei sette deputati dell'opposizione a cui il regime chavista di Nicolas Maduro ha revocato l'immunità parlamentare. Immunità che nelle democrazie serie viene tolta dal parlamento stesso e non da altre istituzioni, altrimenti che immunità sarebbe? L'imbarazzo è grande nell'ala filo-chavista dell'esecutivo, quella del Movimento Cinque stelle che, essendo maggioranza nel governo e nel parlamento, si ostina a non voler riconoscere il presidente ad hinterim Juan Guaidò (pure lui a rischio arresto perché senza immunità), come hanno fatto 50 paesi nel mondo, fra cui tutti i principali europei e Stati Uniti.

Per ora l'unico politico italiano a esprimersi sul grave fatto accaduto a Caracas è il senatore Pier Ferdinando Casini, presidente dell'Unione interparlamentare in Italia. "L'arresto del collega Zambrano è solo l'ultima tappa di una tragedia mondiale. Di che cosa ha ancora bisogno il governo italiano per convincersi a riconoscere Guaidò come hanno fatto i paesi europei? Quale nuovo evento si sta attendendo, mentre i connazionali disperati bussano alle porte dell'Ambasciata italiana? Chiedo al presidente Giuseppe Conte di ripensare la nostra posizione dopo i fatti di queste ore, di promuovere un'intesa nazionale su questo tema, di onorare la dignità e la storia di un grande Paese come l'Italia".

Dei sette deputati preseguitati, tre sono legati all'Italia: Amerigo DeGrazia è italo-venezuelano mentre Mariela Magallanes (con DeGrazia nella foto a fianco) ed Henry Ramos Allup, sono sposati con cittadini italianiCasini nel 2017 è stato in Venezuela, come presidente della Commissione Esteri del Senato nella scorsa legislatura (nella foto d'apertura è a sinistra con l'ambasciatore Silvio Mignano).

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