Libia, Frattini: 'Italia doveva riconoscere Haftar ma con guerra niente più migranti

In Libia è ormai guerra civile fra i due governi che si contendono la guida del Paese nordafricano: quello centrale di Fayez Serraj (riconosciuto dalla comunità internazionale, Italia compresa) e quello del generale Khalifa Haftar, leader della Cirenaica (riconosciuto da Arabia Saudita, Egitto, Emirati arabi uniti e Francia, nella foto è a destra nel fallimentare incontro voluto alcuni mesi fa dal premier italiano Giuseppe Conte). Per l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini (governo Berlusconi) "l`Italia ha sbagliato a non considerare Haftar da subito un interlocutore". Frattini, presidente della Società italiana per l`Organizzazione internazionale (Sioi), è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica "L`Italia s`è desta" condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell`Università "Niccolò Cusano". 

"Una volta il capo del governo ad interim dopo la caduta di Muammar Gheddafi (Mustafa Abd Al-Jalil, ndr) mi disse: la Libia è stata unita solo sotto lo scettro del re Idris e del dittatore Gheddafi (nella foto a fianco è a sinistra con Frattini). La Libia rischia una partizione in due, se non in tre. Se non si conosce la logica tribale della Libia i problemi non si affrontano correttamente. La riluttanza dell`Italia nel 2011, quando io ero ministro, non era dovuta alla simpatia personale per Gheddafi ma al fatto che non ci fosse un progetto di costruzione di uno stato per il dopo Gheddafi. Quando chiedemmo ai francesi quale fosse il piano per il dopo Gheddafi ci dissero: noi intanto dobbiamo fermare le stragi, poi si vedrà. Era impensabile che i libici potessero costruire una democrazia da soli. Per quello che riguarda la situazione di oggi c`è stato un errore, anche dell`Italia, di capire troppo tardi che Haftar è un interlocutore con cui bisognava fare i conti dall`inizio. Avremmo dovuto considerarlo un interlocutore al pari di Sarraj. I francesi, a modo loro, hanno detto che sono loro gli interlocutori di Haftar, ma questo può diventare un boomerang perché se Haftar fa una strage in Libia diventerebbe un grande problema per la Francia davanti alla Comunità internazionale. Manca quello che c`era nel 2010, un gruppo di contatto tra Italia, Francia, Stati Uniti e paesi arabi per monitorare la situazione e confrontarsi".

Interrogato su una possibile nuova emergenza migranti, Frattini ha argomentato: "Non vedo questa possibilità Quando scoppia una guerra civile del tutti contro tutti e le strade sono pattugliate da militari che sparano, è impossibile per i trafficanti organizzare i flussi migratori. Qualunque cosa si muova è oggetto di attacchi e distruzione. Il mio timore è che moltissimi migranti scompariranno, nel senso che saranno uccisi".

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=