Brasile, ministro Istruzione: nel 1964 non ci fu golpe ma 'regime democratico'

Il Ministero della Pubblica istruzione brasiliano ha intenzione di rivedere i testi scolastici per eliminare i riferimenti al "golpe" militare del 1964, che il titolare del dicastero, Ricardo Velez, ha definito "un regime democratico con la forza". Come ricorda il sito della Bbc, le affermazioni di Velez (origini colombiane) seguono di pochi giorni le dichiarazioni del presidente Jair Bolsonaro (nella foto d'apertura, è a sinistra con Velez), che ha voluto far celebrare l'anniversario del colpo di Stato, avvenuto il 31 marzo del 1964Sebbene l'intervento dell'esercito fosse stato di per sé incruento, i 21 anni di dittatura militare che seguirono furono segnati da una brutale repressione e da una ferra censura: i dissidenti uccisi o scomparsi furono oltre 400, mentre migliaia di persone vennero arrestate e torturate prima del ritorno della democrazia, nel 1985. Fra questi anche gli ultimi due presidenti di sinistra Luis Inacio Lula da Silva (attualmente in carcere) e Dilma Rousseff (insieme, nelle foto segnaletiche dell'epoca fascista). 

Secondo Velez invece la dittatura fu "un regime democratico imposto con la forza che a quel tempo era necessaria" mentre il rovesciamento del presidente Joao Goulart (l'ultimo eletto democraticamente prima della dittatura) fu "un cambiamento istituzionale, non un golpe contro la Costituzione dell'epoca".

Il presidente dell'Associazione brasiliana per i Libri scolastici, Candido Grangeiro, ha criticato le intenzioni del ministro revisionista sottolineando come ogni cambiamento apportato al materiale didattico debba essere basato su un'ampia ricerca storiografica e non su delle semplici opinioni. Lo stesso Bolsonaro aveva scatenato delle polemiche affermando durante al sua recente visita al museo dell'Olocausto di Gerusalemme (Israele) che il nazismo fu un movimento di sinistra, sottolineandone la denominazione ufficiale di Partito nazional-socialista dei Lavoratori - affermazione che fa a pugni con le informazioni offerte dallo stesso museo, che spiega come l'origine del nazismo stia nei gruppi della destra radicale tedesca.

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