Venezuela, Di Maio disconosce Maduro in Usa. Guaidò difeso da Merlo e Mogherini (1)

Giornata cruciale quella di ieri per il Venezuela e i due presidenti che si contendono la guida del paese sudamericano in preda a una crisi senza precedenti. Quello "ad Hinterim" Juan Guaidò è stato interdetto dai pubblici uffici dalla Corte dei Conti controllata dal regime chavista di Nicolas Maduro (i due contendenti nell'ultima foto sotto a sinistra) e, quindi, esautorato dalla carica di presidente dell'Assemblea nazionale, sulla quale si basa la sua autonomina "ad hinterim" di guida del Paese. Nella stessa giornata si sono riuniti per il Venezuela sia in Ecuador il Gruppo di Contatto sia il Parlamento europeo, che già ha riconosciuto Guaidò. Mentre il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio - nonostante il suo Movimento abbia imposto al governo con la Lega Nord di non riconoscere ufficialmente il leader dell'opposizione a Maduro - nell'incontro a Washington (Stati Uniti) col consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense John Bolton, ha precisato "che il nostro governo non riconosce Maduro, non riconosce la leggittimità di quella elezione, pensa che si debba andare alle elezioni il prima possibile, elezioni libere, senza brogli, democratiche", ha detto il ministro del Lavoro e Sviluppo economico italiano (nella foto qui sotto a destra davanti al Campidoglio, sede del Congresso statunitense).

Tornando a Quito (Ecuador) - dove sono presenti il sottosegretario agli Esteri Ricardo merlo (primo a destra in alto, nella foto d'apertura) e il commissario Ue (italiana) Federica Mogherini (quarta da destra nella prima fila dei 16 rappresentanti dei paesi riuniti), il Gruppo di Contatto ha definito un atto "arbitrario" l'interdizione dai pubblici uffici per 15 anni di Guaidò, riconosciuto come presidente ad interim da oltre 50 paesi. "Questa decisione politica senza alcun rispetto del necessario processo - si legge in una nota - è ancora una volta la dimostrazione dell'arbitraria natura delle procedure giudiziarie nel Paese. E' urgente il ripristino della democrazia, del diritto e della separazione dei poteri".

 

Merlo ha aggiunto con una sua nota che "il Gruppo di contatto ha quindi chiesto la liberazione dei prigionieri politici, che include il Capo di gabinetto di Guaido, Roberto Marrero, sequestrato la scorsa settimana in casa propria da funzionari dell'amministrazione Maduro. Solo la convocazione immediata di elezioni presidenziali libere puo' portare alla soluzione della crisi venezuelana". L'Italia, sottolinea il sottosegretario italo-argentino eletto al Senato in Sudamerica per il Maie, ha "giocato un ruolo primario nel risultato uscito dalla riunione di Quito tra l'altro chiedendo e ottenendo, insieme alla Spagna, al Portogallo e all'Uruguay, la fissazione di una road map verso le elezioni da sottoporre a breve a Guaido e a Maduro. La tremenda crisi umanitaria del Venezuela sta particolarmente a cuore al governo italiano, anche per la presenza di una vasta comunità italo-venezuelana. La nostra diplomazia continuerà a lavorare strenuamente all'interno del gruppo di contatto e in tutti gli altri fori internazionali per dare il proprio contributo per il ritorno della democrazia nel Paese e l'arrivo urgente degli aiuti umanitari".
Il Gruppo ha confermato il riconoscimento di Guaidó, il sostegno per elezioni rapide e l'invito agli stati membri che non hanno ancora riconosciuto il presidente ad hinterim a farlo con urgenza. (segue)

 

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