Militari russi in Venezuela, Guaidò: 'Incostituzionale'. Clima da guerra fredda

La Russia ha inviato alcuni giorni un centinaio di suoi militari a bordo di un aereo e cargo al seguito. Una presenza che allarma l'opposizione e che viola la Costituzione secondo il presidente ad interim venezuelano Juan Guaidò, in un discorso all'Assemblea nazionale. Si tratta del parlamento monocamerale che Guaidò presiede a dal quale deriva la sua autoproclamazione, in contrapposizione al "dittatore"  e "usurpatore" Nicolas Maduro, rieletto lo scorso maggio (nella prima foto a sinistra, sotto) in elezioni non riconosciute da nessuno tranne che dal regime chavista, Cina, Russia e Turchia.

"Sembra che il governo non si fidi dei suoi militari, visto che deve importarli, violando la Costituzione", ha detto Guaidò: secondo la legge spetterebbe infatti al Parlamento - controllato dall'opposizione e di fatto esautorato - autorizzare le missioni militare estere nel Paese. 

Mosca - come scrive il quotidiano colombiano "El Heraldo" - ha confermato l'invio di un contingente per ampliare la "cooperazione" fra Mosca e Caracas, "nel pieno rispetto della legalità". Maduro aveva vietato nel febbraio scorso l'ingresso nel Paese di aiuti umanitari statunitensi immagazzinati al confine con la Colombia in quanto ritenuto una "scusa" per un intervento militare estero. L'alleato del regime chavista Cuba aveva avvisato Caracas che navi militari degli Stati Uniti si stavano avvicinando al Venezuela. Speriamo che la crisi venezuelana, che vede contrapposte da una parte Usa, Unione europea  e 14 paesi americani del Gruppo di Lima e dall'altra Cina e Russia (nelle foto dopo Maduro, i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump), non scateni una terza guerra mondiale.

 

 

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