Guaidò: sconcerto per posizione italiana su Venezuela. Guterres (Onu) offre mediazione

Una lettera-appello di Juan Guaidò, capo dell'opposizione venezuelana a Nicolas Maduro, nonché presidente ad interim sostenuto da molti paesi occidentali, è stata diffusa tra i media in Italia, dato che il governo Lega-Movimento Cinque Stelle non ha voluto prendere ufficialmente posizione nella vera e propria battaglia politica in corso in Venezuela, come è accaduto per altri pesi Ue come Francia Germania, Regno Unito e persino la Spagna a guida socialista, dove nel governo c'è anche Podemos, il partito filo-chavista come il M5s. "Con profondo sconcerto - scrive Guaidò nella missiva - non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo a noi più vicino non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni, sotto l'egida della comunità internazionale, e lo sblocco degli aiuti umanitari. Non abbiamo cibo per sfamare i più poveri, gli anziani, le donne e bambini. Non abbiamo medicine per curare i nostri malati, la nostra moneta perde valore, di giorno in giorno".

Intanto, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito di essere pronto a una mediazione per la soluzione della crisi politica in Venezuela. In un colloquio con il ministro degli Esteri di Caracas, Jorge Arreaza (nella foto a fianco, è a sinistra con Guterres), ha spiegato il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric, "il segretario generale ha ribadito la sua offerta di buoni uffici alle due parti per l'avvio di negoziati seri al fine di aiutare il paese a uscire dall'attuale impasse a beneficio del popolo del Venezuela".

I venezuelani sono stati nuovamente invitati dall'opposizione a scendere in piazza per mantenere la pressione sui militari e ottenerne il sostegno a danno di Maduro. Si tratta della terza mobilitazione convocata da Guaidò (nella foto d'apertura, durante l'intervista al Tg2 Rai di alcuni giorni fa), dopo quelle del 23 gennaio e del 2 febbraio. "Ci mobiliteremo in tutto il Paese per ottenere l'ingresso degli aiuti umanitari che consentirebbero di rispondere alla crisi", ha spiegato Guaidò.

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