Venezuela su palco di Legnini a Pescara: 'Crisi su cui ns ministri balbettano'

Alla delicata situazione politica che sta passando il Venezuela è stato dato spazio sui palchi di chiusura della campagna elettorale del centro-sinistra per le elezioni regionali abruzzesi di domani 10 febbraio. Ieri sera, al Pala Becci di Pescara, il candidato alla presidenza Giovanni Legnini ha invitato, fuori programma, al termine della divertente e pungente intervista di Dario Vergassola, una rappresentanza della comunità italo-venezuelana a salire e a raggiungerlo sul palco: nella foto, l'ex presidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha fatto suo l'appello di Maria Claudia Lopez (prima da sinistra, componente uscente dell'Osservatorio Emigrazione Regione Abruzzo e portavoce della comunità italo-venezuelana a Pescara), Eva De Dominicis (con la bandiera venezuelana) e Giovanni "Johnny" Margiotta, ex consigliere del Cram Regione Abruzzo per il Venezuela, dov'è stato anche presidente del Comites di Maracaibo prima di essere costretto a rientrare in Abruzzo con tutta la famiglia.

"Consentitemi di abbracciare i cittadini abruzzesi italo-venezuelani che sono tornati - ha detto Legnini - e sono tantissimi e sono qui con noi. I nostri ministri balbettano di fronte a una crisi drammatica, democratica, come quella del Venezuela, dovrebbero assumere una posizione internazionale, assumere un'iniziativa, garantire la vita di queste persone, perché i loro genitori e nonni erano i fratelli e le sorelle dei nostri parenti e sono andati lì costretti dalla miseria, dalla ricerca di un lavoro. Ora sono tornati e ci occuperemo di loro. Grazie per l'impegno che testimoniate".

La Lopez ha poi postato su un social che Legnini ha invitato "l'Abruzzo ad accogliere i suoi fratelli venezuelani, che fuggono dal dramma che si vive in Venezuela. Ci ha chiamati sul palco, abbracciati con calore e tutta la platea s'è alzata in piedi per applaudire i fratelli italo-venezuelani con la bandiera del Venezuela ha salutato la sua campagna elettorale".

Margiotta, Lopez e De Dominicis, con altri italo-venezuelani erano stati la sera prima anche alla serata di chiusura di Donato Di Matteo al Pala Dean Martin di Montesilvano (più di tremila persone ad acclamare l'ex assessore degli Abruzzesi nel mondo e presidente Cram, candidato alle regionali con la sua lista Abruzzo Insieme). Il legame fra Di Matteo e la comunità venezuelana è forte è da tempi non sospetti: l'ex presidente del Cram ha iniziati più di 10 anni fa a preoccupparsi della salute degli abruzzesi in difficoltà in Venezuela, prima con la stipula di una polizza sanitaria per terapie e interventi chirurgici (con 80mila euro di fondi regionali) e poi, più recentemente con lo stanziamento di 10mila euro per l'invio di medicinali tramite canali umanitari paralleli, in un regime che non riconosce la crisi umanitaria e, quindi, non fa entrare aiuti di ogni tipo. Un sostegno alla causa venezuelana che è stato confermato anche dall'attuale presidente Cram Antonio Innaurato, pure lui candidato per il Pd nel Chietino (quarto da sinistra nella foto a fianco, nel giorno di invio delle prime medicina dalla Regione, seguito a destra dal medico italo-venezuelano Edoardo Leombruni di Ali, Di Matteo e Amedeo Di Lodovico della Fondazione Abruzzo Solidale di Caracas).

"Ringrazio pubblicamente Di Matteo per la presa di posizione in favore della democrazia in Venezuela - ha postato Margiotta sui social - riconoscendo il presidente ad hinterim Juan Guaidó (nella foto sopra a destra, ndr) il quale ha il ruolo storico di indire a breve elezioni libere nel Paese. La comunità italo-venezuelana in Abruzzo sta lavorando arduamente, sensibilizzando a tutti i candidati politici impegnati nelle imminenti elezioni regionali in Abruzzo, affinché si riconosca la nostra lotta per la libertà. Ognuno è consapevole che non si tratta di stare ne con gli uni né con gli altri, tuttaltro, si lavora solo per il Venezuela libero! Grazie a tutti indistintamente dal colore politico per il sostegno verso il popolo venezuelano. Da confermare comunque che nessun esponente politico del Movimento 5 Stelle ci ha teso una mano nella nostra lotta".

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