Venezuela, Guaidò: 'Rispetterò accordi con Cina' e appello a a Messico e Uruguay (2)

Il leader dell'opposizione venezuelana e autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidò, ha garantito di voler rispettare gli accordi firmati fra il Venezuela e la Cina, e di voler aprire "il più presto possibile" un dialogo con Pechino. "Il sostegno della Cina sarà molto importante per stimolare l'economia del Paese e il nostro sviluppo futuro", ha assicurato Guaidò in un'intervista rilasciata al quotidiano cinese "South China morning post". La Cina è di fatto il principale creditore del Venezuela e si è fin qui schierata a favore del governo di Nicolas Maduro (nella foto d'apertura è col presidente cinese Xi Jinping, mentre nella foto a destra è a afianco di Guaidò): il ministro degli Esteri di Pechino tuttavia ha commentato ieri che i due paesi "cooperano da tempo in maniera pragmatica e indipendentemente dall'evoluzione della situazione nulla cambierà". 

Riguardo alla trattativa per l'uscita di scena pacifica di Maduro, Guaidò s'è detto pronto: "Siamo interessati a un negoziato" al solo scopo di definire "i termini della fine dell'usurpazione, che consenta il passaggio dei poteri (...) e l'avvio di un processo di transizione che porti a elezioni libere", ha scritto Guaidò in una lettera inviata ai presidenti del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, e dell'Uruguay, Tabaré Vazquez (nelle foto qui sotto a sinistra). Messico e Uruguay - che non hanno riconosciuto Guaidò fra i 14 paesi del "Gruppo di Lima" (come in Europa Italia e Grecia) e invitano a un dialogo impossibile fra parti che non si sono mai riconosciute reciprocamente - hanno annunciato di voler convocare il 7 febbraio a Montevideo una conferenza di paesi e di organizzazioni internazionali "neutrali" per risolvere la crisi politica del Venezuela.

Nella missiva, Guaidò ha invitato i due leader di sinistra a "mettersi dalla parte giusta della storia" e a partecipare alla creazione di un "governo di transizione" che porti al voto. "Abbiamo partecipato" in passato a "processi di dialogo e di negoziato che hanno portato tutti allo stesso risultato insoddisfacente. La dittatura di Maduro non ha mai cambiato posizione: ha preso in giro il popolo venezuelano", ha aggiunto.

Guaidò ha poi detto al giornale argentino "Clarin" che spera che la crisi politica nel suo Paese si risolverà senza un intervento militare straniero. "Sinceramente, spero che non accadrà mai. La nostra lotta democratica e nel rispetto della Costituzione è molto difficile, ma continuiamo, perché ci crediamo e vogliamo evitare un epilogo violento", ha affermato mentre gli esponenti venezuelani fedeli a Maduro sostengono che gli Stati Uniti vogliano sferrare una azione militare in Venezuela. Guaido ha anche lanciato un nuovo appello all'esercito che ha ribadito la sua fedeltà al regime. 

"Il nostro messaggio ai militari, alti funzionari, è molto chiaro: non vogliamo che sostengano un partito politico. Né che si dividano, che affrontino o orchestrino un colpo di Stato. Vi esortiamo a rispettare e a fare rispettare la Costituzione. La vostra lealtà non è verso un individuo ma una nazione che ha affidato loro le armi per difenderla", ha dichiarato il presidente dell'Assemblea nazionale di Caracas.

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