Venezuela, M5s: no a ultimatum, Italia e Ue promuovano dialogo come fatto da Papa

"Rilanciamo con forza l`invito di Papa Francesco di oggi che ha chiesto `di essere grandi` a coloro che possono aiutare a risolvere il problema della crisi in Venezuela attraverso la pace e il dialogo. L`ultimatum lanciato da alcuni paesi dell`Unione europea al governo del Venezuela va nella direzione opposta all`appello lanciato dal Pontefice perché significa accelerare quella spirale di violenza che ha portato alla distruzione, dopo guerre criminali costate la vita a milioni di persone, di Iraq, Libia e Siria". Lo dichiarano i senatori del Movimento 5 Stelle della Commissione Affari esteri di Palazzo Madama. "Per questo invece - prosegue la nota che conferma la storica posizione filo-chavista del movimento fondato da Beppe Grillo - plaudiamo e facciamo nostra la posizione del sottosegretario Manlio Di Stefano che chiede all'Europa di impegnarsi subito concretamente per il dialogo, la riconciliazione e per una soluzione pacifica, invece di lanciare pericolosi ultimatum. L'Italia sia capofila europeo di una strategia alternativa per la mediazione a Caracas, insieme a Messico e Uruguay, distinguendosi dai preoccupanti appelli di altri Stati europei, che hanno  addirittura fatto appello alle forze militari del Paese per sollevarsi contro il governo. Sappiamo bene, dalle vicende di Siria e Libia, infatti, che alla delegittimazione del vertice statale sono seguite le guerre".

Il Papa non può far altro che promuovere il dialogo e la pace: mai nel passato un pontefice si è schierato contro questo o quel presidente, questo o quel dittatore. Diverso è la posizione che deve prendere un governo politico.

Nella foto, Di Stefano (secondo da destra) nel marzo 2017, insieme ai colleghi Ornella Bertorotta (ex capogruppo alla Commissione Esteri del Senato) e Vito Petrocelli (ex vicepresidente del Comitato italiani nel mondo, primo a destra). I tre grillini sono con l'allora viceministro degli Esteri venezuelano Raul Li Causi (secondo da sinistra). La missione ufficiale era quella d'incontrare la comunità italiana a Caracas (che si rifiutò di vedere i pentastellati al Centro italo-venezuelano, ospitati poi nella residenza dell'Ambasciatore italiano). I tre pentastellati erano andati in Venezuela anche per commemorare la scomparsa del defunto presidente Hugo Chavez (5 marzo 2013). Nella foto a destra, Francesco tiene la bandiera venezuelana insieme al cardinale venezuelano Baltazar Porras, nominato dal pontefice lo scorso luglio amministratore apostolico a Caracas. Un messaggio politico forte del Papa sudamericano verso il regime chavista: Porras è da tempo fermo oppositore di Maduro.

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