Venezuela, Maduro: no elezioni in 8 dì. Anche Israele riconosce Guaidò. Italia no

Si fa critica la situazione in Venezuela dopo che il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha respinto l'ultimatum emesso da diversi paesi europei che gli dava otto giorni per convocare nuove elezioni. In una intervista rilasciata alla Cnn il presidente chavista ha chiarito che il suo Paese non è "legato" all'Europa: "Dovrebbero ritirare questo ultimatum, nessuno può darci un ultimatum", ha chiarito. Berlino, Bruxelles (Unione europea), Lisbona, Londra, Madrid e Parigi hanno chiesto sabato la convocazione delle elezioni in otto giorni in Venezuela, in mancanza delle quali queste capitali riconosceranno il capo del Parlamento e l'autoproclamato presidente Juan Guaidò come capo dello stato. Intanto, anche  Israele riconosce Guaidò come nuovo presidente del Venezuela: lo ha annunciato il primo ministro dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu"Israele si unisce agli Stati Uniti, al Canada e alla maggior parte dei paesi del Sudamerica e dell'Europa nel riconoscere il nuovo potere in Venezuela", ha detto Netanyahu.

L`Italia è invece spaccata: da una parte governativa la Lega di Matteo Salvini critica Maduro; dall'altra il Movimento Cinque Stelle (che esprime il premier Giuseppe Conte, nella foto a destra con Salvini) si rifiuta di riconoscere Guaidò a causa della sua storica posizione filo-chavista. "L'Italia sta seguendo con costante attenzione la situazione in Venezuela. Auspichiamo la necessità di una riconciliazione nazionale e di un processo politico che si svolga in modo ordinato e che consenta al popolo venezuelano di arrivare quanto prima a esercitare libere scelte democratiche - Più di ciò non ha scritto Conte su Facebook - In questo momento è di fondamentale importanza scongiurare una escalation della violenza all`interno del Paese e al contempo cercare di evitare che il Venezuela, attraverso l`impositivo intervento di paesi stranieri, possa diventare terreno di confronto e divisioni tra attori globali. L`Italia sta con il popolo venezuelano e auspica per esso migliori condizioni di vita politica, sociale ed economica".

I grillini di governo e parlamento non esprimo posizioni: l'unico a farlo è stato Alessandro Di Battista (nella foto d'apertura, ai tempi in cui era comunista, come altri leader pentastellati tipo il presidenta della Camera Roberto Fico): "Firmare l'ultimatum Ue al Venezuela è una stronzata megagalattica - ha dichiarato Di Battista - E' lo stesso identico schema che si è avuto anni fa con la Libia e con Muammar Gheddafi (nella foto sotto a sinistra con l'ex leader venezuelano Hugo Chavez). Identico. Qua non si tratta di difendere Maduro. Si tratta di evitare un'escalation di violenza addirittura peggiore di quella che il Venezuela vive ormai da anni. E mi meraviglio di Salvini che fa il sovranista a parole ma poi avalla, come un Macron o un Saviano qualsiasi, una linea ridicola. In pratica l'Ue dice: 'Maduro convochi le elezioni entro otto giorni o noi legittimiamo uno che si è auto-proclamato presidente'. Ma che razza di ragionamento è? Io non ci sto. E il Movimento non ci sta. Ci siamo già passati mille volte davanti a questioni del genere. Non si è imparato nulla? Gheddafi, Saddam Hussein, Bashar Al-Assad. Nessuno ha mai parteggiato per questi uomini ma le ingerenze esterne, gli ultimatum, le sanzioni, gli embarghi (spesso preludio alle bombe) hanno sempre portato a guerre, catastrofi, massacri dei civili. Ma chi è l'Ue per dire ad un altro stato cosa deve fare? Chi è l'Ue per legittimare un tizio che si sveglia la mattina e dice di essere il nuovo presidente. E Salvini sarebbe l'uomo forte contro i parrucconi dell'Ue? L'Italia deve avere coraggio. Il governo deve esclusivamente dichiarare che serve una soluzione politica appoggiando il tentativo di Messico e Uruguay di mediare nella crisi venezuelana. Il popolo italiano si ricorda o no cosa successe in Libia? Eppure ne stiamo ancora pagando le conseguenze. C'è qualcuno che davvero ritiene che abbiano buttato giù Gheddafi per i diritti umani violati? Si trattava di petrolio e basta, esattamente come in Venezuela. Io non ho alcun incarico di governo, ho le mie idee e sono sempre le stesse!".

Pronta la replica di Salvini: "Di Battista ignora e parla a vanvera: non solo milioni di venezuelani, ma anche migliaia di Italiani soffrono da anni la fame e la paura imposti dal regime di sinistra di Maduro. Prima tornano diritti, benessere e libertà in Venezuela, meglio sarà per il popolo. Spero che anche il governo italiano abbandoni ogni prudenza e sostenga il popolo venezuelano, il diritto a libere elezioni, alla democrazia". Emmanuel Macron, Angela Merkel e Pedro Sanchez "hanno fatto bene perché Maduro sta piegando con la violenza e con la fame un popolo. Lo dico perché ci sono anche tanti italiani in Venezuela che stanno soffrendo".

Per il governo è intervenuto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, che ha precisato: "Ci riconosciamo pienamente nella dichiarazione comune che gli Stati membri dell`Ue hanno diffuso oggi sulla situazione in Venezuela, alla redazione della quale abbiamo partecipato. Con l`accorato pensiero al popolo venezuelano e ai tanti di origine italiana, di fronte ai drammatici avvenimenti in corso ci stringiamo alle famiglie delle vittime. Chiediamo una vera riconciliazione nazionale e iniziative costruttive che scongiurino sviluppi gravi e negativi, assicurino il rispetto dei diritti fondamentali e consentano un rapido ritorno alla legittimità democratica, garantita da nuove elezioni libere e trasparenti". Una dichiarazione che rivela la non conoscenza della pesante situazione venezuelana esistente da anni, dove chavisti e opposizione non dialogano perché non si riconoscono l'un l'altro, da quando Maduro è stato eletto presidente nel 2013, vittoria non riconosciuta da Henrique Capriles, che invece riconobbe la precedente sconfitta contro Chavez (entrambe di misura).

Imbarazzato pure il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, collega di ruolo del grillino chavista Manlio Di Stefano: l'italo-argentino Merlo (nella foto a fianco è col presidente cubano Miguel Diaz-Canel, stretto alleato del regime chavista), leader del Maie, movimento forte in America latina e su posizioni di centro-destra e anti-Maduro: "Paragonare il processo politico venezuelano con quelli di Libia, Siria o Iraq vuol dire ignorare dinamiche politiche e realtá latinoamericane", ha detto Merlo, il quale aggiunge che la posizione europea di indire elezioni "é giusta. Aiutiamo i venezuelani e i 500mila italo-venezuelani che vivono in quella terra". 

Il Pd è intervenuto anche con l'ex premier Matteo Renzi: "L`Italia deve chiedere elezioni subito in Venezuela. Questo Paese vede gente morire di fame per colpa di una dittatura populista. Noi dobbiamo stare con Merkel, Macron, Sanchez: non con Maduro". Dal congresso di +Europa a Milano la senatrice Emma Boninoex ministra degli Esteri e commissaria europea, ha proposto, per evitare gli errori del passato in Iraq, Libia e Siria, "la prima cosa è che dobbiamo evitare un'altra strage, che l'esercito scenda contro il popolo, contro quelli che stanno manifestando. Se qualcuno è ancora capace di uccidere un dittatore, resta il fatto che dopo succede puntualmente l'inferno". Dunque "aldilà delle varie alleanze e interessi contrastanti, credo che l'esilio per Maduro possa essere una soluzione che risparmi altro sangue, vittime e violenze ad un popolo già martoriato. Va tentata questa strada, con convinzione e con forza: non sarebbe un segno di debolezza ma di forza della comunità internazionale. Oppure il deferimento alla Corte penale internazionale (già richiesto, ndr), con tutte le tutele dello stato di diritto ad un dittatore che dello stato di diritto ha fatto ampiamente strame".

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