Venezuela, Guaidò non esclude eventuale amnistia per Maduro e militari dissociati

Il presidente del Parlamento venezuelano Juan Guaidò, che s'è autoproclamato presidente ad interim (nella foto è di spalle di fronte alla folla che lo ha acclamato l'altro ieri durante la cerimonia di giuramento), non ha escluso un'amnistia per il presidente Nicolas Maduro se lascerà il potere. "Nel corso dei periodi di transizione, sono accadute cose simili... Non possiamo escludere nulla, intanto dobbiamo guardare fermamente al futuro, prima di tutto per far fronte all'emergenza umanitaria" ha detto Guaidò, intervistato dalla rete tv statunitense in spagnolo Univision, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un'amnistia per Maduro. L'intervista è stata realizzata via Skype da un luogo segreto a Caracas. Il nuovo capo dell'opposizione ha accusato il presidente chavista di essere responsabile della morte di 26 persone durante le manifestazioni antigovernative di questi ultimi giorni, un bilancio fatto dall'ong Observatorio venezolano de conflictividad social.
"Bisognerebbe anche riesaminare l'amnistia, è un funzionario, purtroppo dittatore e responsabile dei morti di ieri in Venezuela" ha detto il giovane (35 anni) politico militante del partito Voluntad Popular, socialdemocratico e aderente all'Internazionale socialista, che non riconosce il Psuv di Maduro. Il leader di Vp Leopoldo Lopez è agli arresti domiciliari dopo anni di duro carcere (nella foto a destra, il giorno della sua liberazione nel 2017).
Il parlamento, controllato dall'opposizione, ha promesso il 15 gennaio l'amnistia ai militari che non riconosceranno il governo Maduro. "L'amnistia riguarda tutti coloro che sono disposti a schierarsi a fianco della Costituzione e ha ristabilire l'ordine costituzionale" ha detto Guaidó.

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