Venezuela, Maduro minaccia 'Gruppo di Lima' di rappresaglie diplomatiche

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che oggi comincia il suo secondo mandato di sei anni non riconosciuto da gran parte del pianeta, ha minacciato oggi i 14 paesi del "Gruppo di Lima" di rappresaglie diplomatiche se non dovessero tornare sui loro passi entro 48 ore dalla loro posizione di non riconoscere il suo secondo mandato presidenziale.
"Una lettera di protesta è stata inviata a tutti i governi del cartello di Lima in cui chiediamo una rettifica della loro posizione sul Venezuela entro 48 ore, o il governo del Venezuela prenderà le più veloci e più severe misure diplomatiche possibili", ha detto il presidente chavista durante una conferenza stampa.

Maduro ha affermato che "è inaccetabile" la dichiarazione congiunta firmata la scorsa settimana dai paesi del gruppo di Lima, ad eccezione del Messico del neo presidente di sinistra Andres Lopez Obrador (nella foto d'apertura è a sinistra con Maduro) che non sarà presente oggi all'insediamento e, quindi, non ricambierà la contestata presenza di Maduro al suo insediamento di inizio dicembre scorso che tanti problemi ha creato (vedere video a destra). Sarà presente un rappresentante dell'Ambasciata messicano (nemmeno l'Ambasciatore) per marcare la distanza senza, però, rompere i rapporti diplomatici fra i due paesi latinoamericani. 

Dodici paesi dell'America Latina e il Canada, sostenuti dagli Stati Uniti, hanno chiesto a Maduro di rinunciare al proprio mandato e trasferire il potere al Parlamento controllato dall'opposizione, in attesa dell'approvazione dell'organizzazione di elezioni democratiche.

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