Brasile, sistemi anti-missile per l'insediamento del presidente Bolsonaro

Sistemi di difesa anti-missile e aerei da combattimento saranno dispiegati domani, primo gennaio, a Brasilia per la cerimonia di insediamento del presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, l'ex militare (nella foto d'apertura) eletto lo scorso ottobre con una netta vittoria alle urne. A settembre Bolsonaro rischiò di morire dopo essere stato accoltellato da uno squilibrato durante un comizio.
La cerimonia si terrà a partire dalle 18 lungo la spianata della capitale Brasilia, dove sono arrivati per l'occasione 12 capi di Stato e di governo e diversi alti rappresentanti, tra cui il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il segretario di Stato americano, Mike Pompeo (di origini italiane come Bolsonaro). L'Italia invia il ministro dell'Agricoltura leghista Gian Marlo Centinaio. Unico leader di sinistra presente il boliviano Evo Morales. Invitati-non-invitati (non si sa) in ogni caso assenti, il venezuelano Nicolas Maduro e il cubano Miguel Diaz-Canel, non graditi perché definiti "dittatori" da Bolsonaro (nella speranza che non instauri lui una dittatura di destra). Maduro, che a casa sua ha problemi seri di sopravvivenza del suo popolo, ha detto che non assisterà mai all'insediamento di un presidente "espressione d'intolleranza e fascismo".  

Sulla spianata di Brasilia si stima che saranno presenti tra le 250mila e le 500mila persone. Attorno all'area della cerimonia saranno dispiegati oltre tremila agenti, incaricati di gestire i posti di controllo dotati di metal detector; l'aviazione sarà presente con oltre 20 caccia e verranno usati anche i sistemi di difesa anti-missile, per creare una zona di 46 chilometri off-limit per tutti, ad eccezione dei velivoli autorizzati, con al centro una più piccola "zona rossa" interdetta al volo. La spianata di Brasilia, ha detto alla stampa il capo delle operazioni dell'aviazione, Ricardo Cesar Mangrich, "sarà l'area meglio difesa nella storia del nostro sistema di difesa aerospaziale". 

Bolsonaro, un nostalgico della dittatura brasiliana (1964-85) come il suo vicepresidente Antonio Hamilton Mourao (nella foto qui sopra a destra), ha formato un governo di 22 ministri, tra cui figurano otto militari di cui sette in pensione, solo due donne e nessun afro-americano. Tra gli uomini forti del futuro governo spiccano Paulo Guedes, un "Chicago boy" voluto all'Economia, il generale Augusto Heleno, mentore del presidente, responsabile per l'intelligence, e Sergio Moro, famoso per la lotta alla corruzione ma soprattutto per aver fatto arrestare l'ex presidente di sinistra Luis Inacio Lula da Silva, a cui è stata affidata la Giustizia.

La scelta di un ammiratore di Donald Trump per la carica di ministro degli Esteri (Ernesto Araujo) e di una donna pastora evangelica contraria all'aborto (anche in caso di violenza sessuale) per la delega ai Diritti umani (Damares Alves, nella foto qui a sinistra) lasciano intendere quale politica il nuovo presidente intende seguire. Nei giorni scorsi il governo ha annunciato che intende attuare le principali riforme, ed eventualmente revocare decreti e leggi in vigore, nei primi 100 giorni, dando già appuntamento ai brasiliani per il prossimo 11 aprile per una "cerimonia di festeggiamento dei 100 giorni".

 

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