Venezuela, Maduro in Russia per incontrare Putin dopo aver ricevuto turco Erdogan

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro è partito ieri sera da Caracas per Mosca, dove incontrerà il suo omologo e alleato russo Vladimir Putin (con Maduro nella foto qui sotto a destra, di una precedente visita in Russia).

"Vado a Mosca, per un incontro di lavoro - una visita di lavoro necessaria - con Putin", ha detto lo stesso capo di Stato venezuelano davanti all'aereo presidenziale.
L'incontro col presidente della Russia, Paese che vanta crediti consistenti verso il Venezuela, "concluderà brillantemente l'anno 2018 per quanto riguarda i rapporti strategici che il Venezuela costruisce con il mondo", ha affermato Maduro, che sta cercando di rafforzare il sostegno dei suoi alleati a poco più di un mese dall'inizio del suo secondo mandato. 

Il presidente venezuelano ha ricevuto l'altro ieri il suo omologo e alleato turco Recep Tayyip Erdogan (nella foto d'apertura, è a sinistra e indossa la fascia venezuelana), che ha fatto la sua prima visita ufficiale a Caracas.

"Le restrizioni commerciali e le sanzioni sono una cosa sbagliata" e aggiungono solo "instabilità", ha detto Erdogan, presidente "autoritario" come Maduro (entrambi definiti dagli oppositori interni "dittatori", con la differenza che la Turchia gode di buona salute economica, il Venezuela è invece in crisi nera), in un incontro con rappresentanti dell'economia venezuelana, facendo un chiaro riferimento alla politica estera degli Stati Uniti, che ha sanzionato Caracas come l'Unione europea, Canada, Svizzera e altri statiMaduro, al cospetto della profonda crisi politica ed economica del suo Paese, si è recato in Turchia l'8 luglio per partecipare all'inaugurazione del nuovo mandato presidenziale di Erdogan e in quella occasione aveva incontrato investitori e imprenditori. 

Rieletto lo scorso maggio in elezioni i cui risultati non sono stati riconosciuti da gran parte della comunità internazionale, Maduro deve iniziare un secondo mandato il 10 gennaio. L'erede dell'ex presidente Hugo Chavez (1999-2013) sta affrontando forti pressioni da parte degli Usa che lo hanno definito un "dittatore" e hanno imposto sanzioni contro il paese, membro dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec).

Da quando sono al governo, assoluto silenzio in Italia sulla crisi umanitaria venezuelana da parte delle forze di maggioranza Movimento Cinque Stelle e Lega (a cui aggiungiamo anche il Maie del sottosegretario italo-argentino Ricardo Merlo). I due movimenti politici principali italiani si sono sempre dichiarati stimatori di Putin (nella foto Matteo Salvini a Mosca, indossa una t-shirt col volto del leader russo) mentre i pentastellati fino a pochi mesi fa si dichiaravano persino "filo-chavisti".

 

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