Fnsi, 'Giù le mani dall'informazione'. Flash mob martedì anche a Pescara

#Giùlemanidall'informazioneAnche il Sindacato Giornalisti Abruzzesi (come la Fnsi in tutta Italia) organizzerà per domani martedì 13 novembre, dalle 12 alle 13, davanti alla Prefettura di Pescara, il flash mob per la libertà di stampa a cui sono invitati a partecipare non solo tutti i giornalisti, ma anche associazioni ed esponenti della società civile, che hanno a cuore un diritto fondamentale, quello dei cittadini a essere informati.

"La catena di offese che esponenti del Governo rivolgono da mesi, indistintamente, a tutta la nostra categoria professionale - sottolinea il segretario Sga Ezio Cerasi - è il segnale di un fastidio nei confronti di ogni libertà, offende donne e uomini del nostro Paese, la loro capacità di scegliere, di riflettere su temi e problemi, di distinguere. Per questo vorremmo accanto a noi soprattutto i cittadini, coloro che ancora credono nei valori costituzionali e nell'informazione vera, quella che approfondisce la realtà quotidiana, quella che porta allo scoperto mafie, tangenti e malaffare. Quella che dà voce e illumina realtà sociali spesso dimenticate".

La Fnsi scende in piazza in tutta Italia a difesa dei colleghi, attaccati per l'ennesima volta dagli esponenti del Movimento 5 Stelle: questa volta è stato l'ex deputato Alessandro Di Battista, che, dopo l'assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi ha reagito contro i giornalisti, definendoli “pennivendoli" che "hanno colpito Virginia Raggi come donna. Ma le uniche puttane sono loro”. Un attacco che fa il paio con quella del vicepremier (e ministro del Lavoro) Luigi Di Maio, (nella foto d'apertura è al centro, fra Di Battista e la Raggi) che aveva detto che "la maggior parte dei giornalisti" sono "Infimi sciacalli". Facendo parte pure lui della categoria (è iscritto come pubblicista all'Ordine dei Giornalisti della Campania), Di Maio è stato deferito al Consiglio disciplinare campano. Il leader della Lega e collega vicepremier Matteo Salvini, pure lui giornalista (professionista) in Lombardia è stato più cauto: "Solidarizzo con i colleghi giornalisti che fanno bene il loro lavoro, non con chi applica pregiudizi".

E infatti, bisogna prendersela con le persone che hanno sbagliato ma non con un'intera categoria, fatta anche di colleghi che rischiano la vita tutti i giorni perché si occupano di mafie (costretti alle scorte, come Paolo Borrometi, nella foto mentre interviene a Pescara a una manifestazione Sga, fra Cerasi e Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine abruzzese) o sono inviati di guerra.

"Basta attacchi ai giornalisti. Gli insulti e le minacce di Di Maio e Di Battista non sono soltanto l'assalto a una categoria di professionisti, ma rappresentano anche e soprattutto il tentativo di scardinare l'articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia italiana. Una prima risposta pubblica agli attacchi del vicepremier Di Maio e di quanti pensano di poter ridurre al silenzio l'informazione italiana è fissata per martedì 13. Ritrovarsi in piazza contemporaneamente - spiega Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi (nella foto qui sopra a destra, è con Cerasi) - significa respingere tutti insieme attacchi volgari e inaccettabili contro l'informazione e i giornalisti. Ormai non si tratta più di episodi isolati, ma di azioni mirate a screditare una categoria di professionisti con lo scopo di disorientare l'opinione pubblica. Una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che teorizza il superamento del Parlamento e della democrazia liberale ha messo nel mirino i giornalisti e gli editori perché per realizzare questo progetto bisogna togliere di mezzo tutti gli organismi intermedi e impedire ai cittadini di conoscere. Soltanto un'informazione debole, docile o assente può consentire alla disinformazione di massa, veicolata attraverso gli algoritmi e le piattaforme digitali, di prendere il sopravvento e di manipolare il consenso e le coscienze dei cittadini. È un disegno al quale bisogna opporsi con forza".

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