Venezuelani trattasi meglio da Spagna socialista che da Italia penta-leghista

Il parlamento spagnolo ha votato la possibilità che i venezuelani sul territorio possano richiedere la residenza per motivi umanitari - La notizia è riportata anche sul canale tv europeo Euronews. Quindi anche le persone che s'erano viste rifiutare l'asilo politico per ragioni umanitarie, possono tornare a fare domanda. Una decisione importante quella del governo del premier socialista Pedro Sanchez per due motivi: perché l'ex premier José Luis Rodriguez Zapatero (compagno di partito di Sanchez) è da anni mediatore in Venezuela fra governo e opposizione, seppur criticatissimo (come anche Papa Francesco e chiunque cerchi invano il dialogo fra fazioni che non vogliono dialogare). Ma anche perché Il Psoe (che aderisce all'Internazionale socialista, antichavista) è alleato al governo con Podemos, il partito antisistema che è stato per anni contiguo ideologicamente e politicamente al governo di Caracas (come in Italia il Movimento 5 Stelle, nel video sotto a sinistra il suo leader Pablo Iglesias rimpiange Hugo Chavez appena morto nel 2013). Quindi, in Spagna Podemos ha fatto contro il regime chavista più passi avanti di quanti ne abbiano fatti il pentastellati in Italia. Eppure i venezuelani in Spagna, anche se non originari, lì ci possono restare. In Italia invece, malgrado le dichiarazioni di sostegno del leader della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini, quello dei venezuelani è un percorso a ostacoli dopo che nel Decreto "Sicurezza", sull'immigrazione è stata sancita l'abolizione della "protezione umanitaria". Anche se l'Onu ha riconosciuto lo status di "rifugiati" al venezuelani che scappano dal loro Paese. Lega  e soprattutto M5S mostrano da tempo un certo nervosismo sulla questione venezuelana, anche perché entrambi i partiti, pur se su posizioni ideologiche opposte, sono entrambi estimatori del presidente russo Vladimir Putin, noto alleato del regime di Nicolas Maduro (nella foto a destra, Salvini a Mosca con una t-shirt pro Putin).

Oggi la legge italiana prevede che le questure concedano un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che presentano fra l'altro seri motivi, in particolare di carattere umanitario, oppure alle persone che fuggono da emergenze come conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi non appartenenti all’Unione europea. Con il Decreto "Sicurezza" di Salvini questo tipo di permesso di soggiorno non potrà più essere concesso. Sono contemplati sì, casi eccezionali, ma il problema Venezuela non è contemplato e le richieste verranno vagliate caso per caso.

L'articolo di Euronews è stato postato su Facebook da Vanessa Ledezma, rifugiata venezuelana in Italia e figlia dell'ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, scappato un anno fa in Spagna, via Colombia, dagli arresti domiciliari in Venezuela (nella foto d'apertura, è a sinistra a Madrid con Sanchez). La notizia è stata pure postata e commentata sullo stesso social network dall'ex senatore Luis Alberto Orellana (eletto ed espulso nella scorsa legislatura dal M5S, oggi iscritto al Partito Radicale): "Il Governo Conte ha eliminato una forma di protezione internazionale di cui potevano beneficiare i venezuelani in fuga dal regime di Maduro - ha scritto il politico nato a Caracas da genitori italiani emigrati -  La Spagna del socialista Sanchez invece aiuta i venezuelani anche se il suo Governo si regge con il sostegno di Podemos, partito vicino a Maduro".

Pronta la replica di Valentina De Socio: "Mi spiace dover sottolineare che la premessa all’articolo fatta da Orellana è errata... Il Governo italiano non può cancellare nessuna protezione internazionale, in quanto si tratta di disposizioni che sono state introdotte nel nostro ordinamento attraverso regolamenti europei, il che significa che il governo italiano è tenuto ad applicarle e non può disattenderle. Ciò che è stato fortemente limitata è la protezione umanitaria, ossia un istituto giuridico italiano, che è presente con nomi e modalità diverse, in quasi tutti gli ordinamenti dei paesi europei ed è basato appunto sull’ordinamento giuridico nazionale. In Italia la protezione umanitaria nasceva per dare attuazione all’articolo 10 della Costituzione che introduce l’istituto dell’asilo costituzionale. Dal momento che le norme costituzionali devono trovare attuazione attraverso la legge ordinaria, l’articolo 19 del Testo Unico Immigrazione introduceva dei criteri abbastanza ampi per poter riconoscere la protezione umanitaria, criteri che in concreto venivano applicati dalle commissioni territoriali che giudicano le domande di asilo. Ad oggi, la legge è cambiata nel senso che enuncia esplicitamente le ipotesi in cui può essere riconosciuta la protezione umanitaria, quindi si passa da criteri guida, a ipotesi tassative; in secondo luogo sposta la competenza per il riconoscimento di tale protezione alle questure. Infine per quanto riguarda il Venezuela, ad onore del vero, spesso ai cittadini che fuggono viene riconosciuta la protezione internazionale secondaria che è senz’altro una forma di protezione molto più completa di quella umanitaria".

La De Socio se in teoria ha ragione in parte, dimentica che la discrezione dei questori sulla materia è ampia e spesso sconfina anche nell'errata interpretazione, se non violazione, delle norme, come spesso accade quando poi a dover intervenire è la magistratura.

 

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