Brasile, Bolsonaro esclude intervento militare in Venezuela

Il presidente eletto del Brasile, Jair Bolsonaro, ha escluso qualsiasi sostegno a un eventuale intervento militare in Venezuela, nonostante le "gravi difficoltà" causate dalla "dittatura" di Nicolas Maduro (nella foto d'apertura è a destra nel neo presidente brasiliano). "Da parte nostra, non c'è (questo interesse), il Brasile cercherà sempre un modo pacifico per risolvere questo problema", ha detto il candidato dell'estrema destra eletto domenica alla presidenza, in un'intervista all'emittente brasiliana Record.

"Ho avuto discussioni con le autorità di altri paesi, anche sul tema del Venezuela. Ci hanno chiesto di partecipare in un modo o nell'altro alla soluzione di questo problema, alla fine (i venezuelani) sono nostri fratelli, che stanno vivendo serie difficoltà sotto la dittatura di Maduro", ha commentato l'ex militare, senza specificare i nomi dei suoi interlocutori. Bolsonaro è stato anche interrogato a proposito di un articolo pubblicato ieri sul quotidiano "Folha de Sao Paulo", secondo cui la Colombia sarebbe pronta a sostenere il Brasile se dovesse decidere di "rovesciare Maduro attraverso un intervento militare". Il quotidiano citava un alto funzionario di Bogotà a condizione di anonimato, ma il governo colombiano ha opposto una chiara smentita nella notte. Bolsonaro, da parte sua, ha dichiarato di non aver toccato questo argomento nella sua "discussione" con il presidente colombiano Ivan DuqueTuttavia, Bolsonaro ha nuovamente criticato il Partito dei lavoratori (Pt) brasiliano per la sua "ammirazione" per i governi socialisti del Venezuela, Paese in cui "i più poveri soffrono molto e fuggono in Brasile". Il presidente eletto ha anche assicurato che il suo futuro governo, che entrerà in carica il primo gennaio 2019, intende "liberarsi da alcuni ostacoli del Mercosur", la zona di libero scambio dell'America latina di cui fanno parte insieme al Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, e da cui il Venezuela è stato sospeso nel 2017. "Il Mercosur è importante, ma a mio avviso è sopravvalutato (...) Non vogliamo distruggere il Mercosur, ma dargli la sua giusta dimensione", ha detto Bolsonaro.

Al termine di una compagna elettorale assai tesa e molto polarizzata, Bolsonaro è stato eletto con quasi 58 milioni di voti - il 55,13% delle preferenze - mentre il suo avversario e candidato di sinistra, Fernando Haddad - costretto a sostituire il popolare (ma detenuto) ex presidente Luis Inacio Lula da Silva, ha conquistato il 44,87%. Il successore di Michel Temer intende ridefinire le alleanze internazionali del Brasile, privilegiando i legami con Stati Uniti, Israele e Italia.

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