Prostituzione, Lombardia approva referendum. Servono altre 4 regioni

 

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la proposta di referendum per la parziale abrogazione della legge 75/1958, conosciuta come "Merlin", che abolì la case di tolleranza pensando di risolvere il problema della prostituzione in Italia e della dignità delle donne, con i risultati che sono sotto gli occhi di tuttiIn dichiarazione di voto si sono espressi a favore i gruppi di maggioranza Lega Nord, Forza Italia, "Maroni presidente", M5s, Fratelli d’Italia e Pensionati. Contrari Partito democratico, Nuovo centro-destra (che sta in maggioranza) e Patto civico. Il testo dovrà ora essere condiviso da almeno altri quattro consigli regionali, secondo quanto previsto dall’articolo 75 della Costituzione. Difficile o forse inutile trovarli in attesa che anche il Parlamento approvi la riforma della legge voluta dalla senatrice socialista Angelina Merlin (foto): ci sono vari disegni sia alla Camera sia al Senato) in reazione alla sentenza della Corte di Cassazione, che sancisce dopo 56 anni il principio che anche le prostitute devono pagare la tasse e i contributi previdenziali. Si calcola che in Italia il mancato introito per l'erario si aggiri attorno ai quattro miliardi di euro e il nostro Paese è uno dei pochi in Europa a non avere ancora una norma che regolamenti l'attività sotto tutti i punti di vista, fiscale, sanitario e di sicurezza. la contraddizione della legge Merlin, infatti, è che l'esercizio della prostituzione è legale mentre è illegale l'induzione e lo sfruttamento. Però, questa legalità non si è mai tradotta in una norma che imponga e nemmeno metta chi esercita l'attività di essere in regola, pagare le tasse e non trasmettere/ricevere malattie oggi e avere una pensione domani. Quello della Lombardia appare più un gesto simbolico per spronare Roma a legiferare: trovare altre quattro regioni che diano una mano politica alla giunta Maroni sarà difficile, visto che ormai il centro-destra governa solo il Veneto e la Campania, con l'Abruzzo che va al voto il 25 maggio. Il referendum lombardo chiede l’abrogazione parziale di una serie di articoli della Legge Merlin e degli articoli 531, 532, 533, 534, 535 e 536 del Codice penale, così come sostituiti dalla stesse legge 75 del 1958. In particolare il provvedimento chiede di abrogare parte del titolo della legge, il titolo del Capo I relativo alla “Chiusura delle case di prostituzione”, l’articolo 1 e 2, parte dell’articolo 3 relativo a chi “abbia la proprietà o l’esercizio, sotto qualsiasi denominazione, di una casa di prostituzione, o comunque la controlli, o diriga, o amministri, ovvero partecipi alla proprietà, esercizio, direzione o amministrazione di essa” o a “chiunque, avendo la proprietà o l’amministrazione di una casa o altro locale li conceda in locazione a scopo di esercizio di una casa di prostituzione”. Il provvedimento chiede poi l’abrogazione degli articoli 7, 9, 10, 11, 12, 13 e 14. Respinto un ordine del giorno dell'Ncd che chiedeva il coinvolgimento di Anci e sindaci per “identificare regole e modalità per l’apertura di case chiuse o di quartieri a luci rosse”, “istituire una commissione regionale che predisponga un regolamento per l’esercizio della prostituzione” e attivare l’Asl per effettuare periodici controlli. Approvato, invece, un secondo ordine del giorno firmato Ncd che impegna la Giunta a valorizzare le realtà del volontariato e del privato sociale che operano contro il racket della prostituzione e per il recupero delle donne, istituendo anche un apposito tavolo di lavoro.

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