Brasile, Vescovi su elezioni roventi: giustizia e solidarietà

Un "messaggio d'incoraggiamento e speranza per un Brasile giusto, solidale, etico e fraterno" è stato rivolto dalla Conferenza episcopale del Brasile a tutti i brasiliani in vista delle elezioni presidenziali del sette ottobre prossimo. Il quotidiano della Santa Sede, "L'Osservatore romano", ricorda che questi sono giorni decisivi per la definizione delle candidature, dalle quali resta escluso l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, condannato per corruzione a 12 anni e detenuto. La sua richiesta di partecipare al voto è stata finora respinta dalle autorità giudiziarie brasiliane. La settimana scorsa, invece, il candidato di destra Jair Bolsonaro, 63 anni, ora dato favorito dai sondaggi proprio grazie all'esclusione di Lula, è stato accoltellato mentre partecipava a una manifestazione elettorale a Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais. Secondo quanto riferito dal personale medico, il candidato di origini italiane, è tuttora grave (nella foto a destra, in ospedale) e dovrà affrontare diversi giorni di convalescenza, cosa che impedirà la sua partecipazione alla ultime battute della campagna elettorale, anche se l'aggressione sembra abbia aumentato di più il consenso verso Bolsonaro, che ha idee di estrema destra, razziste e xenofobe.
Nel documento firmato dal presidente dell'episcopato brasiliano, il cardinale Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasília (al centro, nella foto d'apertura), dal vicepresidente, monsignor Murilo Sebastiao Ramos Krieger (a destra, nella foto d'apertura), arcivescovo di Salvador de Bahia, e dal segretario generale monsignor Leonardo Ulrich Steiner (a sinistra, nella foto d'apertura), vescovo ausiliare di Brasília, si afferma che, nonostante lo scenario di disincanto, giustificato dalla cattiva condotta di un gran numero di attori politici, le elezioni offrono la possibilità concreta di cambiare il corso della nazione brasiliana. 

 "Lungi dallo scoraggiarci - scrivono i presuli - questa realtà ci sfida e ci mette in uno stato di vigilanza". Il messaggio insiste sulla "forza di cambiamento del popolo. E' nelle nostre mani collaborare per far sì che ciò accada partecipando alle elezioni, che rivestono un ruolo chiave nella società democratica. Lo stato democratico di diritto va rafforzato e difeso sempre di più, e non si conforma ad atteggiamenti come autoritarismo, fondamentalismo e intolleranza.
Al contrario, richiede rispetto tra le persone e realizzazione dei diritti fondamentali della popolazione, specialmente dei più poveri e fragili, con i necessari investimenti su sanità, educazione, sicurezza pubblica e cultura".
Guardando al prossimo appuntamento elettorale, che riguarderà la scelta del presidente della repubblica e del nuovo parlamento, ma anche il rinnovo dei municipi in molti stati, i vescovi invitano tutti "a valutare seriamente ciascun candidato e ciascuna candidata, le sue promesse, la sua campagna elettorale, le alleanze del suo partito e il suo passato politico". Particolare attenzione "dovrebbe essere prestata alla scelta dei senatori e deputati", dato che nel congresso nazionale e nelle assemblee legislative "si votano le leggi che possono aiutare o danneggiare il popolo". La scheda bianca o nulla, invece, ammonisce la presidenza della Conferenza episcopale, "favorisce la peggior politica e indebolisce la democrazia".

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