Crisi Argentina, Macri corre ai ripari: taglia ministeri e alza tasse

Dura cura di austerità in Argentina dopo che in appena un paio di sedute il peso, la valuta nazionale, ha subito un tracollo del 15% circa. Con un messaggio televisivo registrato, il presidente liberale Mauricio Macri (che è anche cittadino italiano), ha annunciato in un intervento che include la soppressione di vari ministeri e un aumento della tassazione sulle esportazioni. L'obiettivo è quello di ridurre il deficit di bilancio e stabilizzare l'economia. "Dobbiamo fronteggiare un problema di base - ha affermato Macri - non spendere più di quel che incassiamo e rimettere in equilibrio le finanze pubbliche".

Le turbolenze finanziarie dell'Argentina, nota per la crisi debitoria da cui sembrava essere finalmente uscita, hanno avuto crescente visibilità sulla stampa finanziaria internazionale negli ultimi giorni. Sotto accusa sono le politiche neoliberali del presidente eletto a fine 2015 dopo 12 anni di governi peronisti di sinistra della coppia (nella vita e in successione presidenziale) Nestor e Cristina Kirchner. Una volta eletto, Macri aveva subito liberalizzato il cambio peso/dollaro bloccato dai suoi predecessori per evitare speculazioni e altri default come quello dei tempi di Carlos Menem (nella foto d'archivio, è a destra con Macri), costato caro anche alla casse italiane, Già a fine del 2015 il peso argentino aveva subito un primo tracollo del 26,5%.

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