Colombia, Duque è presidente: linea dura con guerriglia e Maduro

Ivan Duque ha assunto le funzioni di presidente della Colombia, determinato a inasprire la politica del suo predecessore Juan Manuel Santos (a destra con Duque nella foto durante il passaggio delle consegne) nei confronti della guerriglia e a stringere ulteriormente l'assedio diplomatico del governo chavista di Nicolas Maduro, nel confinante Venezuela. Paese da cui ogni giorni migliaia di cittadini passano la frontiere a causa della spaventosa crisi economica e politica che lo colpisce. Delfino dell'ex presidente Alvaro Uribe (2002-2010) che è al momento sotto inchiesta da parte della Corte suprema, il conservatore Duque ha prestato giuramento per il mandato di quattro anni per cui è stato eletto lo scorso 17 giugno. Nel suo discorso di investitura, durante una cerimonia su piazza Bolivar, nel cuore di Bogota, ha ribadito l'intenzione di "correggere" gli accordi di pace firmati a fine 2016 da Santos (per cui è stato insignito del Premio Nobel) con la guerriglia delle Farc e di adottare una linea più dura nei negoziati con l'Eln (marxista come le ex Farc, oggi partito politico eletto in parlamento insieme all'elezione di Duque), ultima formazione ribelle attiva in Colombia, oltre a prospettare un giro di vite nei confronti di Maduro, che proprio nei giorni scorsi ha indicato la Colombia come mandante del presunto attacco subito a Caracas in occasione di una parata militare.

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