Cuba, espatriati saranno consultati su nuova costituzione

Cuba intende consentire a 1,4 milioni di espatriati di contribuire alla nuova costituzione. Sarebbe la prima volta che gli emigrati possono avere voce in capitolo negli affari dell'isola caraibica dalla rivoluzione del 1959. Il parlamento cubano ha approvato a luglio una nuova bozza di costituzione che sarà sottoposta ai cittadini per un dibattito dal 13 agosto al 15 novembre. L'attuale versione è in vigore dal 1976. I residenti all'estero (nella foto d'apertura, un gruppo di cubane in Abruzzo) potranno partecipare online da settembre. "Questo - ha commentato Ernesto Soberon, che guida una direzione del Ministero degli Esteri dedicato agli espatriati - è uno sviluppo senza precedenti nella storia della rivoluzione".

 

La costituzione, che dovrebbe tener conto anche dei suggerimenti di otto milioni di cubani, sarà poi sottoposta a referendum prima di tornare in parlamento per l'approvazione finale. La nuova legge fondamentale terrà conto per la prima volta del ruolo del mercato e del settore privato nell'isola, controllata da una stretta economia socialista. Tuttavia questa evoluzione sarà controllata strettamente dal Partito comunista cubano. Dal 1959 al 1975 il governo del defunto leader Fidel Castro (scomparso nel 2016 a 90 anni) ha considerato gli espatriati "disertori" o "traditori". Poi, con le aperture dell'isola al turismo e agli investimenti stranieri negli anni 90, tanti cubani si sono sposati con stranieri o sono potuti andare a lavorare all'estero per periodi limitati che sono spesso diventati definitivi. Molti cubani non risultano residenti all'estero per il loro Paese (i non possessori del Pre, i cui titolari sono, appunto, 1,4 milioni), dove hanno mantenuto la residenza per motivi fiscali e di proprietà, ma hanno la doppia residenza. Sono, infatti, più del doppio i cubani che, di fatto, sono fuori Cuba. Con l'avvento (e le riforme degli ultimi 10 anni) di Raul Castro (nella foto a destra è col suo successore Miguel Diaz-Canel) i cubani sono liberi di uscire dal Paese anche per turismo, senza le difficili autorizzazioni preventive dell'ufficio immigrazione del passato. Basta avere il passaporto (e soprattutto valuta pregiata) e un visto rilasciato dalle ambasciate straniere, se previsto.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=