Brasile, lettera dal carcere di Lula: mi candido alla presidenza. Sono innocente

L'ex presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva, in carcere da aprile per corruzione, ha ribadito in una lettera la sua intenzione di correre per un terzo mandato alla massima carica dello Stato che, grazie alla sua presidenza ha conosciuto il boom economico ed eliminato l'inflazione. "Non ho commesso alcun crimine - ha scritto in una lettera letta alla stampa da Gleisi Hoffmann, (al centro nella foto, fra Lula e l'ex presidente Dilma Rousseff) presidente del Partito dei lavoratori (Pt), fondato dall'icona della sinistra brasiliana nel 1980 - quindi, a meno che non vengano presentate prove materiali che dimostrino la mia colpevolezza, io mi candido alla presidenza".
Imprigionato ad aprile per scontare una condanna a 12 anni e un mese di carcere per corruzione, Lula sostiene di essere vittima di un complotto che mira a impedirgli di correre alle elezioni presidenziali di ottobre, a cui oggi appare largamente favorito nelle intenzioni di voto. "Io non chiedo favori, esigo rispetto (...) se non vogliono che sia presidente, il modo più semplice è battermi alle urne", ha aggiunto.

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