Sprar, Forza Italia lo difende a Montesilvano e lo attacca a Pescara

L'ennesima confusione politica su profughi e immigrati e chi paga le relative spese di soggiorno non farebbe notizia più di tanto se non si trattasse di una lite tutta interna e contraddittoria al centro-destra, che su questo tema ha recentemente vinto, ancora una volta, le elezioni politiche come coalizione. Succede a Montesilvano, dove la giunta di centro-destra, siccome amministra deve applicare le leggi ma anche approfittare delle opportunità economiche che giungono per i comuni alle prese con Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) e Cas (Centri di assistenza straordinaria). Le critiche giungono dagli esponenti locali della Lega di Matteo Salvini, partito alleato di Forza Italia a livello nazionale ma che a Montesilvano non ha né consiglieri né assessori. Il partito di Silvio Berlusconi invece esprime sia il sindaco Francesco Maragno sia il suo vice Ottavio De Martinis. E' quest'ultimo ha sbottato dopo l'ennesima provocazione leghista: "Errare è umano. Perseverare è diabolico. La prima volta che il giovane e inesperto deputato (leghista abruzzese, ndr) Giuseppe Bellachioma ha esternato i suoi pensieri, prendendo una cantonata, abbiamo evitato di commentare. Ora siamo costretti a puntualizzare ed evidenziare quanto l’ignoranza in materia di Sprar del senatore sia conclamata. La progettualità dello Sprar è sostenuta per il 95% da contributi ministeriali. Quali sarebbero quindi le spese inutili sostenute da questa Giunta?" 

in replica alle affermazioni di Bellachioma e del consigliere comunale Aurelio Cilli (nella foto a fianco è a sinistra, col deputato amico), che risulta ancora facente parte del gruppo consiliare di centro-destra "#Montesilvano 2019" ma che dopo il 4 marzo è sceso da Fi per salire sul carro del vincitore Lega, come tanti.  "Giova ricordare - prosegue il vicesindaco - o proprio informare Bellachioma e Cilli, che peraltro s'è autoproclamato consigliere comunale della Lega, dal momento che non esiste alcun gruppo consiliare in Comune che rappresenta il partito di Salvini, che la progettualità Sprar venne introdotta con la legge 189/2002 ovvero la legge "Bossi-Fini". Umberto Bossi, se Cilli e Bellachioma hanno la memoria corta, è stato il fondatore del partito a cui entrambi appartengono". Ed è tornato a essere "senatur" leghista, aggiungiamo noi, dopo alcune legislature da deputato, nonché "Presidente a vita della Lega Nord".

"Ancora una volta siamo di fronte a una figura barbina - prosegue De Martinis (nella foto a sinistra) - che non meriterebbe nemmeno una replica, ma il rapporto di fiducia che questa Amministrazione sta costruendo con la cittadinanza c'impone di fare chiarezza. Lo Sprar, che ripetiamo è finanziato quasi nella totalità con contributi ministeriali e non con i soldi dei montesilvanesi, c'ha permesso di ridurre il numero dei migranti sul territorio da oltre 500 a 79 persone. Non ammettere che questo è un risultato eccezionale è veramente disonesto intellettualmente. Il bonus gratitudine generato proprio per mezzo dello Sprar, inoltre, ci consente di creare una progettualità di supporto a favore delle famiglie di montesilvanesi in difficoltà, creando un alloggio condiviso. 

In merito all’opera di street-art, anche qui, Cilli e Bellachioma dimostrano di parlare senza cognizione di causa. Dalle città italiane alle capitali del mondo, la street-art è una tipologia d’arte che nasce proprio nei contesti più degradati, come forma di protesta, ma oggi diventata uno strumento proprio per recuperare le aree più periferiche e accendere i riflettori, incentivando le Amministrazioni a occuparsi attivamente delle problematiche di queste zone stesse. Consigliamo a Cilli e Bellachioma di parlare un po’ di meno e studiare un po’ di più, onde evitare magre figure. Invitiamo comunque Bellachioma a farci visita a Montesilvano, per constatare di persona gli indiscussi vantaggi della progettualità Sprar".

Ma le incoerenze politiche non finiscono qua: nelle stesse ore Forza Italia governante difende lo Sprar contro il fuomo "amico", mentre nella vicina Pescara, il partito di Berlusconi che è all'opposizione in Consiglio comunale attacca la Giunta di centro-sinistra sullo stesso Sprar, per voce del consigliere regionale Lorenzo Sospiri (nella foto a destra), leader forzista in città, che sostiene che "il progetto Sprar del Comune di Pescara non vedrà la luce prima di anni, e nel frattempo i pescaresi dovranno continuare a convivere con l’invasione incontrollata di presunti profughi vittime del business dei Cas all’interno di quartieri residenziali e di alberghi. È questa la verità rispetto al fumo negli occhi che l’assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino ha tentato di gettare intervenendo in Commissione e trasformando come imminente un’iniziativa che difficilmente riuscirà a partorire". Sospiri comunque annuncia guerra: ""Sicuramente il centrodestra non permetterà l’apertura degli Sprar senza avere voce in capitolo sulla quantità di presunti profughi che Pescara dovrebbe ospitare, sul dove dovrebbero essere ospitati e soprattutto sulla loro provenienza. A nostro giudizio le problematiche di disordine pubblico che già oggi affliggono Pescara non permettono ulteriori generosità e noi premeremo per la semplice chiusura dei centri di accoglienza, senza alternative".

Alla lunghissima nota di Sospiri (che la nostra redazione non ha ricevuto) ha replicato la Allegrino: “In merito alla tempistica di approvazione del 'piano di conversione’  che Pescara invierà al Ministero, le informazioni fornite dall'Assessorato sono basate su contatti intercorsi tra gli Uffici e la Direzione Centrale (e sicuramente non ci vorranno anni). Parlare di invasione incontrollata di profughi nei Cas non è corretto visto che i Cas vengono attivati in seguito a bandi emessi dalla Prefettura. La possibilità seria e reale di controllare e gestire al meglio la presenza dei migranti, ivi compresa l'importante questione della localizzazione delle strutture di accoglienza sul territorio cittadino, è invece resa possibile da circolari ministeriali che consentono ai Comuni già titolari di Progetti Sprar (come lo è la citta di Pescara  fin dal 2005) di attivarsi per la 'conversione' dei posti Cas in Sprar,  fino a raggiungere la 'clausola di salvaguardia'. Tale clausola, che per la città di Pescara è di 391 migranti, è indicata dal piano Anci/Ministero, pertanto nessuno s'è inventato né si può inventare un numero a piacere. Lo Sprar é  un sistema di protezione e accoglienza differente da quello dei Cas.

"Nessuno 'piazzerà' 400 profughi negli Sprar, semplicemente perché i beneficiari degli Sprar non sono i profughi, che sono, invece destinatari dei Cas! La lettura e la conoscenza delle circolari riportate nella delibera di Giunta, d’altronde, chiariscono qualsiasi dubbio o tentativo di generare confusione tra Cas e Sprar.  Si ribadisce come il sistema Sprar sia invece di garanzia rispetto alla possibilità della presenza 'illimitata' di migranti sul territorio comunale proprio in quanto connesso alla 'clausola di salvaguardia'. Proprio la conversione che un ente titolare di Sprar può attivare, dà la possibilità di controllare e gestire con gara pubblica (compresa la questione localizzazione) la gestione dell'accoglienza dei migranti, determinando un maggior controllo e una stabilizzazione del numero dei migranti che possono essere ospitati sul territorio cittadino. Se già ad oggi a Pescara ci sono circa 300 migranti nei Cas e 50 titolari di protezione negli Sprar attivi, va da sé che la conversione non porterà altro che benefici bloccando l'eventuale presenza di ulteriori arrivi di 'profughi' nei Cas. Non si capisce perché una soluzione certa e trasparente spaventi tanto. Forse perché non si hanno adeguate conoscenze in materia o non si prospettano soluzioni ma solo timori? O si preferisce forse lasciare Pescara nella precarietà e incertezza? Eppure prima di dire cose inesatte basterebbe leggere e conoscere le possibilità offerte dalle normative e utilizzare queste ultime per il bene della Città, dei cittadini e dei seri operatori del Terzo settore che quotidianamente rispondono ai disagi. Almeno questo è il compito della Politica”, ha concluso l'assessore alle Politiche sociale che non sapeva ancora di replicare allo stesso partito che a Montesilvano, lo Sprar, invece, lo difendeva.

Nella foto qui sopra a sinistra, la Allegrino è nella sua onlus "Domenico Allegrino" con Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, premiato col "Sì all'Uomo" nel 2016 dalla onlus per la sua attività umanitaria e volontaria, oltre che professionale: Bartolo è l'uomo che giorno e notte attende sul molo dell'isola più a Sud dell'Italia tutti i migranti che sbarcano sulle coste lampedusane, per visitarli ad uno ad uno. In 27 anni di attività, il medico protagonista del film-documentario "Fuocoammare", ha visitato circa 270mila persone.

 

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