Cuba, si chiude l'era Castro, testimone passa a Diaz-Canel. Amnesty fiduciosa

Il leader cubano Raul Castro termina il suo mandato presidenziale e passa il testimone a una nuova generazione di dirigenti, mettendo fine all'era inaugurata nel 1959 dal "Lider maximo" della Rivoluzione, il fratello Fidel, scomparso nel 2016

L'Assembela Nazionale cubana si riunisce da oggi ma il voto effettivo avrà luogo domani, giovedì 19: il favorito della vigilia è l'attuale primo vicepresidente, Miguel Diaz-Canel, braccio destro di Raul Castro dal 2013. Il politologo cubano Esteban Morales, docente dell'Università di L'Avana: "Colui che si prepara ad assumere la presidenza è Diaz-Canel. Non oserei nominare nessun altro. E' la persona che il presidente Raul ha preparato per questo".
Se il voto di giovedì lo confermerà, Diaz-Canel (nella foto d'apertura, riceve la commissaria europea Federica Mogherini, italiana) sarà il primo dirigente cubano a incarnare il dopo Castro. Il 57enne Diaz-Canel è inserito da trent'anni nella macchina del Partito comunista dell'Isola caraibica, di cui ha scalato progressivamente i vertici: a suo svantaggio vi è solo la sua relativa gioventù, dal momento che l'essere il primo leader cubano nato dopo la rivoluzione del 1959.
"Rompe la dinamica che ha tenuto finora perché tutti gli alti dirigenti del Paese erano usciti dal processo della Rivoluzione, oltre ad essere molto giovane. Ciò segna un nuovo momento storico", ha aggiunto Morales (nella foto qui a destra).

Anche Amnesty International vede un cambiamento positivo per i diritti umani a Cuba (peraltro rispettati più di tanti paesi considerati "democratici"). L'organizzazione internazionale commenta il cambiamento in corso a L'Avana col termine della presidenza di Raul Castro, che quando gli si chiese conto del tema ha risposto sull'Isola "l'unica zona dove non si rispettavano i diritti umani era la base statunitense di Guantanamo", l'area militare a stelle e strisce sull'isola occupata abusivamente dagli Usa che ne hanno fatto una prigione per i terroristi islamici, dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001.

Una svolta che offre "un'opportunità storica per invertire la situazione dei diritti umani a Cuba" per Amnesty, che ha pubblicato una roadmap su come la nuova amministrazione potrà favorire un positivo cambiamento, intitolata "Trasformare il confronto in dialogo".
"Questo è il momento opportuno per avviare un dialogo importante e costruttivo sul futuro di Cuba. Il nuovo presidente dovrà cogliere l'occasione, a partire dai progressi nel campo dell'istruzione e dell'accesso alle cure mediche, per affrontare tutte le sfide storiche del Paese, soprattutto le limitazioni tuttora in corso ai diritti alla libertà d'espressione e di manifestazione pacifica - ha dichiarato la messicana Erika Guevara-Rosas (nella foto a sinistra), direttrice di Amnesty International per le Americhe - Il governo non deve perdere l'opportunità per dare inizio a una nuova epoca di rispetto dei diritti umani. Attraverso il dialogo con tutti i settori della società cubana - comprese le organizzazioni per i diritti umani, i sindacati e i giornalisti indipendenti e altri attori della società civile - le autorità cubane dovranno garantire i diritti di tutti i cubani, compresi quelli che esprimono critiche nei confronti del governo, attraverso provvedimenti come la fine della censura, l'adeguamento del sistema giudiziario agli standard internazionali e il contrasto a ogni forma di discriminazione".

La roadmap di Amnesty International menziona "la necessità che il governo cubano dialoghi in modo costruttivo con gli osservatori internazionali sui diritti umani e, a livello nazionale, s'impegni in favore di riforme che, tra l'altro, garantiscano la libertà d'informazione, l'adozione di leggi anti-discriminazione, la fine della censura e delle limitazioni indebite all'accesso a Internet, l'indipendenza del potere giudiziario e la possibilità di registrarsi per tutte le associazioni della società civile". Nell'occasione, Amnesty International ha rinnovato ancora una volta la sua richiesta agli Usa di "annullare l'embargo nei confronti di Cuba, che continua a compromettere l'accesso ai diritti economici e sociali dei cubani più vulnerabili".

Con Raul Castro Cuba ha migliorato molto il rispetto dei diritti civili, anche grazie all'arrivo del wifi web libero su tutta l'isola, che permette ai cubani di informarsi liberamente e dialogare con tutto il mondo, senza limitazioni e censure. L'unica limitazione è il costo: la connessione è molto cara, anche rispetto agli standard occidentali. Con Diaz-Canel - grazie al quale Cuba ha, fra l'altro, sdoganato la musica rock e garantito le libertà e i diritti civili degli omosessuali - il processo delle riforme anche economiche e sociali della "Revolucion" non potrà che andare avanti.

 

 

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