Argentino Macri in Francia per Mercosur: Non riconoscerò voto Venezuela

L'Argentina "non riconoscerà" il risultato delle prossime elezioni presidenziali in Venezuela, diventata "una dittatura". E' quanto ha detto il presidente argentino Mauricio Macri in un'intervista rilasciata all'agenzia di stampa France Presse (Afp) all'indomani del suo incontro a a Parigi col presidente della Francia Emmanuel Macron. Quest'ultimo s'è detto favorevole a un inasprimento delle sanzioni europee contro il governo di Nicolas Maduro, denunciandone la "deriva autoritaria".

"L'Argentina non riconoscerà queste elezioni - ha detto Macrì, di origine e con passaporto italiani, commentando il fatto che la "giustizia" venezuelana ha deciso di escludere la coalizione dell'opposizione dalle prossime elezioni presidenziali - A Maduro non interessano la regione e il mondo intero, ha suscitato ottimismo tra i leader internazionali con le mediazioni ... ma tutto ciò che fa è continuare a violare i diritti umani". Interpellato riguardo a possibili sanzioni dell'America latina contro Caracas, il presidente argentino s'è detto pronto a "continuare a valutare la questione". Ma, ha aggiunto, "tutto ciò che era alla nostra portata è stato fatto". Macron ha auspicato che "altri paesi che vantano legami economici col Venezuela adottino misure sanzionatorie efficaci" contro Caracas.

Maduro, dal canto suo, prosegue nel suo percorso verso la rielezione certa, visto che praticamente correrà da solo. "Voglio essere il presidente che garantisce ai giovani il diritto alla felicità" ha detto a una platea di giovani militanti chavisti. L'erede di Hugo Chavez - che fa rimpiangere molto il suo predecessore, sia nell'opposizione sia fra i chavisti (tantevvero che si parla ormai di "madurismo") - ha usato anche il rap per dare il via ufficioso alla campagna per la rielezione (video a destra). Si vota alla fine di aprile e la Corte suprema di Caracas (Tsj) - sanzionato il suo vertice dall'Unione europea - ha già assestato un colpo mortale all'opposizione, eliminando dalla gara la coalizione "Unità democratica" che raccoglieva una trentina di partiti, dalla destra estrema al centro-sinistra. Partiti ora obbligati a raccogliere le firme per presentarsi singolarmente. Impopolare, alla testa di un Paese in rovina, colpito da sanzioni internazionali, Maduro aveva già colto di sorpresa l'opposizione anticipando le presidenziali previste per fine anno.

Tornando all'incontro Macri-Macron, i due leader hanno discusso il quadro del futuro accordo commerciale possibile tra l'Ue e il mercato comune del Sudamerica (Mercosur, dove il Venezuela è sospeso, nella foto a sinistra l'ultima assemblea ospitata nel 2014 dal Venezuela). Le relazioni commerciali tra i due blocchi si basano sull'accordo di cooperazione bilaterale firmato nel 1999. 

L'iniziativa di Macron punta ad accentrare su di sé il processo del possibile accordo commerciale tra Ue e Mercosur, spingendo Bruxelles in direzione di un sì che in realtà non tutti vogliono. Macron scavalcherebbe così la cancelliera tedesca Angela Merkel, ancora distratta dai negoziati per il nuovo governo, e prende in mano le carte della politica europea. Nel frattempo una delegazione ministeriale argentina composta da Jorge Faurie (ministro degli Esteri), Francisco Cabrera (Produzione) e Horacio Reyser (Relazioni economiche), è oggi e domani a Bruxelles per partecipare, insieme al blocco delle delegazioni del Mercosur, ad una riunione con le controparti dell'Ue che potrebbe sancire il via libera all'accordo di libero scambio. Secondo quanto riferisce il quotidiano argentino "Clarin", la missione argentina spera che questa sia "la penultima se non l'ultima riunione" che dovrebbe portare all'annuncio dello storico accordo d'intesa commerciale per la creazione di un mercato comune di oltre 750 milioni di persone.

 

 

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